Frana Chiunzi-Ravello, l’ironia viaggia su Facebook. «Una festa per il 5° compleanno»

Prendiamola a ridere. E come diceva Jannacci «ridiamo sulle follie del mondo». Tra queste potrebbe essere annoverata, volendo sbizzarrirsi un po’, anche la scabrosa situazione che da cinque anni interessa ormai una delle strade più trafficate e al tempo stesso panoramiche della Costiera Amalfitana. E’ La Chiunzi-Ravello. La strada provinciale Sp1. Ovvero l’omologa della via Aurelia considerato che quest’ultima è la prima delle strade di competenza dell’Anas essendo una delle più importanti arterie statali italiane e non solo per il fatto che deriva da una antica strada consolare.

E in provincia di Salerno, quest’arteria, ovvero la Sp1 chiusa ormai da cinque anni, dovrebbe essere per il suo ente proprietario la prima non solo per ordine cronologico, ma anche in termini di importanza.

Mestamente chiusa, almeno ufficialmente da ormai cinque anni, la strada che cavalcando i Lattari unisce Tramonti e Ravello all’Agro Nocerino Sarnese, si è guadagnato l’impietoso appellativo di «strada della vergogna» a causa delle ormai consuete colate di pomice e fango che vengono giù puntualmente ad ogni abbondante scroscio di pioggia.

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E per suggellare il primo lustro di chiusura dell’arteria, per la quale è in corso di definizione l’iter che porterà all’intervento lungo le montagne che costeggiano il nastro d’asfalto, ecco spuntare sui social network l’ironico invito a un’improbabile festa di compleanno.

Fissato burlescamente per il prossimo 18 novembre dalle 19 alle 6, qualcuno ha pensato bene di creare un evento su facebook con tanto di foto della situazione e la seguente didascalia: «Festeggiamo insieme l’evento! Musica, Sapori e Colori della nostra Terra.
Per finire concerto all’alba (forse avremo i Rolling Stone). Adagiati sulla frana aspetteremo il sole».

Al di là dell’ironia quello che tutti aspettano è una rapida soluzione a questa situazione ormai diventata insostenibile. Soprattutto perché a subire puntualmente i disagi sono per lo più i pendolari che ogni giorno si muovono dalla Costiera per raggiungere i loro posti di lavoro. E non è certamente piacevole trovarsi di fronte una colata di pomice che ostruisce la strada e che costringe il più delle volte a fare marcia indietro.