Un vero e proprio vademecum per vivere la Costiera a 360 gradi. Dalla buona tavola al cristallino mare. Dalle bevande alla tintarella. Un giro del mondo in miniatura in uno degli angoli più incantevoli del nostro pianeta.

Inizia con Dreaming l’articolo comparso su Forbes, rivista tra le più riconosciuto d’America del settore economico. Un sogno tutto italiano.

Dreaming Of The Amalfi Coast In 2023? Follow My Perfect Itinerary For Food And Wine Lovers. A realizzare l’itinerario Lauren Mowery, giornalista che si occupa di guide enogastronomiche.

Sono a Ravello, in Costiera Amalfitana, a sorseggiare bicchieri di Fiano e Falanghina, i miei nuovi bianchi preferiti imbevuti di minerali delle colline vulcaniche della Campania“, scrive la giornalista.

Le principali città costiere includono Positano, una torta nuziale di colori che cade giù per l’acqua, e Amalfi, un palinsesto di epoche architettoniche. Ravello è sospesa tra le nuvole tra Amalfi e Minori.

Tra tramonti con viste mozzafiato e splendidi resort, la giornalista racconta l’avventura tra i cinquanta chilometri della frastagliata costa salernitana: “Ho prenotato un soggiorno presso l’hotel boutique Casa Angelina per il suo design contemporaneo pulito vestito in tutto l’arredamento bianco. Mi è piaciuto il moderno punto di differenza contro un mare di hotel tradizionali con piastrelle in ceramica. Ancora più importante, volevo sperimentare Un Piano Nel Cielo, il raffinato ristorante della struttura che serve viste da cartolina di Positano“.

Sul vino pochi dubbi: “Questi vini non hanno il sapore di nient’altro al mondo perché si usano uve autoctone del terreno che sono baciate dalla brezza salata del mare, prosperano nel suolo vulcanico e assorbono il calore del sole. Il cameriere è tornato con una bottiglia di Marisa Cuomo“.

L’imprenditrice produce una dozzina di vini, anche se il fiore all’occhiello è il Furore Bianco Fiorduva. Una miscela di Fenile, Ripoli e Ginestra, queste uve autoctone coltivate in pietra calcarea su un pergolato, vengono lasciate maturare sulla vite prima della fermentazione in barrique di rovere. Il risultato è profondo e rotondo, con note di scorza di limone candita, fiori e frutta del frutteto“.

Il viaggio è poi proseguito con una tappa al Monastero Santa Rosa e a Palazzo Avino – dove la giornalista ha fatto la conoscenza degli chef Alfonso Crescenzo e Giovanni Vanacore – due delle strutture che tra soggiorno e cucina regalano un pernottamento da sogno agli ospiti.

È l’ennesimo messaggio d’amore per la Costiera Amalfitana da parte del turismo made in Usa. Questa mattina anche il WashingtonPost ha aperto con uno scatto di Positano per parlare della ripresa dei flussi. Ne abbiamo parlato qui.

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