Fontana del Nettuno a Napoli: Storia e Curiosità sul Monumento

Foto panoramilandscape

La Fontana del Nettuno, che molti conoscono anche come fontana Medina, si trova oggi in piazza Municipio, davanti a Palazzo San Giacomo (sede del Comune), a Napoli.

Nella sua storia, durata fino a oggi oltre 400 anni, si è fatta ammirare nei luoghi – ben sette – più belli del centro antico.

Chiunque guardi questa fontana non può che restare colpito dalla sua bellezza, alla quale hanno contribuito molti artisti.

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Tra essi ve ne sono quattro che hanno fatto la Storia dell’Arte: Domenico Fontana, Pietro Bernini, Michelangelo Naccherino e Cosimo Fanzago.

Questi quattro geni non hanno arricchito il patrimonio artistico napoletano soltanto attraverso il loro contributo alla fontana in oggetto.

Ciascuno di essi ci ha lasciato altre grandiose opere.

Scopriamola nei dettagli.

Fontana del Nettuno a Napoli: Origine e Storia

Voluta dal viceré Enrique de Guzmán, conte di Olivares, il quale governò a Napoli dal 1595 al 1599, fu effettivamente lavorata tra il 1600 e il 1601.

All’epoca vigeva il viceregno del conte di Lemos, e i lavori di erezione della fontana furono diretti da Domenico Fontana.

Alla realizzazione della fontana parteciparono anche Michelangelo Naccherino (che realizzò il Nettuno), Angelo Landi e Pietro Bernini (che scolpì i mostri marini).

La fontana fu costruita presso l’Arsenale del porto e inizialmente lì sistemata.

Rimasta a secco di acqua a causa del luogo idricamente infelice, nel 1628 per iniziativa del viceré duca d’Alba la si trasportò al largo di Palazzo (attuale Piazza del Plebiscito) presso il Palazzo Reale.

Tuttavia, risultando d’intralcio per le feste in piazza, nel 1634 durante il viceregno del conte di Monterey si decise di spostarla a Santa Lucia, presso il baluardo d’Alcalà.

Qui la arricchì con le sue sculture Cosimo Fanzago, il quale lavorò assieme ai figli Carlo e Ascenzio.

Il nobile Cesare Carmignano, ideatore dell’omonimo acquedotto cittadino aperto nel 1629, progettò la tubazione che avrebbe alimentato la fontana nel suo nuovo collocamento.

Nei primi mesi del 1639 il viceré Ramiro Felipe Núñez de Guzmán, duca di Medina di las Torres, decise che la fontana fosse portata al largo delle Corregge, in corrispondenza della chiesa di San Gioacchino (la chiesa di San Diego all’Ospedaletto).

Così incaricò il Fanzago, che si avvalse della collaborazione di Donato Vannelli e Andrea Iodice, di rimaneggiarla ulteriormente.

Nel 1642 i lavori erano terminati.

Lo spostamento dell’opera era nell’ottica di abbellimento della strada stabilito dal viceré, per cui da allora sia la strada che la fontana furono indicate col suo nome: Medina.

La seconda metà del ‘600

Mutilata al tempo della rivolta di Masaniello (1647-1648), fu nel 1649 oggetto di restauro da parte dello Iodice e di Francesco Castellano.

Depredata dal viceré Pedro Antonio d’Aragona (1672), essa si restaurò di nuovo nel 1675 e dopo questa data ebbe probabilmente un ulteriore spostamento, presso l’inizio della via del Molo.

Carlo Celano nel 1692 e Domenico Antonio Parrino nel 1725 infatti la segnalano all’altezza del palazzo Caravita di Sirignano, cioè all’inizio di via Medina (dove cominciava pure la via del Molo, che scendeva appunto verso il Molo Grande).

La guida erudita de’ forestieri di Pompeo Sarnelli del 1688 contiene al suo interno una stampa (con dedica del libraio Antonio Bulifon) che raffigura la fontana dirimpetto il Castel Nuovo.

Anche la mappa del Duca di Noja, prima carta topografica moderna della città, completata nel 1775, la colloca in questo luogo.

Vista notturna della Fontana del Nettuno a Napoli – Foto a.curtis3rd

Gli spostamenti e i restauri della Fontana del Nettuno a Napoli dall’Ottocento 

Dopo circa due secoli, in cui si susseguirono altri restauri, nel 1886, si fecero dei grandi lavori imposti dal “Risanamento”.

Tali ristrutturazioni prevedevano il rifacimento di via Medina.

Così, la fontana del Nettuno fu rimossa da quel luogo e depositata nelle grotte sotto Pizzofalcone (in via della Pace, attuale via Domenico Morelli).

Nell’aprile 1896 il regio commissario Ottavio Serena deliberò che il luogo deputato ad accogliere la fontana fosse una nuova piazza ottenuta dai lavori del Risanamento.

Si trattava di piazza Agostino Depretis (attuale piazza Nicola Amore), ma problemi tecnici ne impedirono la collocazione.

Sette mesi dopo, a novembre, una proposta della commissione municipale per i monumenti suggeriva di collocarla nella nuova piazza Municipio.

In quegli anni tale piazza si ampliò con la demolizione di molti degli edifici che la ingombravano.

Nel 1898 (anno dell’ultima delibera del Comune sul suo riposizionamento) riapparve finalmente nella piazza della Borsa (attuale piazza Bovio), dove rimase fino al 2000.

Gli anni 2000 della Fontana del Nettuno

Poi, all’apertura del cantiere della metropolitana, riapparve nel 2001, con grande sorpresa dei napoletani, in via Medina, dopo accurato intervento di restauro.

Nel 2014 la fontana è stata restaurata e smontata per essere poi ricostruita (operazione conclusasi nei primi mesi del 2015) in piazza Municipio dinanzi palazzo San Giacomo a Napoli.

Questa nuova collocazione era prevista dal progetto della nuova piazza curato dagli architetti Álvaro Siza e Eduardo Souto de Moura.

Essi hanno progettato innanzitutto la sottostante stazione Municipio della linea 1 della metropolitana.

L’inaugurazione della fontana e la conseguente apertura al pubblico della parte di piazza dove è collocata sono avvenute il 23 maggio 2015.

In questo giorno si è svolta anche l’inaugurazione della stazione alla presenza delle autorità.