Fontana degli Incanti a Napoli: Storia e Curiosità del Monumento

Oggi andiamo sulle tracce storiche di una delle tante fontane dimenticate che adornano il cuore di Napoli, la fontana degli Incanti.

In particolare, ci soffermeremo su un’affascinante leggenda che riguarda molto da vicino questa fontana detta anche di Cöccövàja.

Essa sorge precisa sulla collina di Posillipo e sembra quasi riversare le sue «lagrime» nell’immenso Golfo di Napoli.

Fontana degli Incanti: Storia e Curiosità

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Questa fontana di Napoli è ubicata in piazza Salvatore Di Giacomo, a Posillipo.

In origine la sua collocazione era in Piazza di Porto, oggi chiamata Piazza  Bovio.

Durante l’inaugurazione dei lavori del Risanamento del 1889, la fontana fu smontata e ricollocata nella sua sede attuale.

La fontana fu costruita nel XVI secolo in piazza dell’Olmo (successivamente Piazza del Porto o del Mercato di Porto), a metà strada tra le attuali piazza Bovio e Piazza Municipio, ovvero nella attuale Via Alcide de Gasperi.

La sua storia cominciò quando il viceré Pedro Álvarez de Toledo volle realizzare una struttura idrica per l’approvvigionamento degli abitanti del luogo.

Fu disegnata da Giovanni da Nola, ma al rifacimento di alcune parti andate distrutte partecipò anche lo scultore Annibale Caccavello.

Egli scolpì la statua di Venere.

Danneggiata nei tumulti di Masaniello, la fontana venne riportata al nuovo splendore con i rifacimenti di alcune parti.

Gli autori furono Francesco Castellano e Antonio Iodice, sotto la supervisione di Francesco Antonio Picchiatti.

Riparata più volte nel corso del XVIII secolo, nel 1834, l’architetto Pietro Bianchi (l’autore della basilica di San Francesco di Paola) la ricostruì del tutto.

La fontana, scampata alle demolizioni del Risanamento, venne smontata e all’inizio del XX secolo ricostruita nell’attuale piazza.

La leggenda della fontana degli Incanti a Napoli

La fontana è chiamata “degli Incanti” perché una leggenda narra che una strega della città usava l’acqua della fontana per pozioni e incantesimi.

Forse, piú verosimilmente, il suo nome prende a riferimento gli Incantatori (venditori di merce ai pubblici incanti).

È anche detta “della Cöccövàja” poiché quando fu scolpito lo stemma del viceré, un’aquila, il popolo la confuse con una civetta (dal latino Cocovàja).

Posta all’inizio nella piazza del Porto o dell’Olmo per la comodità del popolo e per l’approvvigionamento da parte delle navi attraccate al porto, doveva essere, a quanto pare, bellissima.

Purtroppo, non ci sono pervenute immagini di quel periodo.

La Fontana degli Incanti presenta alla base una vasca quadrangolare con al centro un monte roccioso e con quattro nicchie.

In esse erano collocate delle statue di divinità giacenti e al di sopra una vasca rigurgitante acqua, dove spuntava un’aquila recante gli stemmi dell’imperatore Carlo.