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Flavio Briatore costretto a chiudere Crazy Pizza: “Il motivo è da terzo mondo”

Un locale importante come quello del “Crazy Pizza”, in via Veneto a Roma, appartenente alle attività commerciali di Flavio Briatore, ha dovuto chiudere i battenti. Non in modo permanente, ma ha avuto una chiusura forzata e temporanea perché era senza acqua.

I primi pettegolezzi, senza senso, sono nati da alcuni commenti di clienti avvertiti del problema. Gli haters non hanno mancato nel fare delle battutine del genere che Flavio Briatore non paga le bollette dell’acqua. Le motivazioni invece sono diverse, eccole.

L’accusa di Briatore al Comune di Roma

L’imprenditore ha puntato il dito verso il Comune di Roma e verso la compagnia che si occupa della gestione della distribuzione dell’acqua nella capitale. Questa è stata la prima volta che una sua attività commerciale è costretta a subire un danno d’immagine. Si sono rotte delle condutture idrauliche e semplicemente non arriva acqua negli immobili. Il Crazy Pizza e il condominio sovrastante, sono rimasti senza servizi idraulici, per giorni e giorni.

Flavio Briatore ha detto che in questo modo è normale che si chiuda perché si creano tanti disservizi ai clienti e non c’è poi la possibilità di attenersi alle regole di pulizia e sanificazione. Quindi se si rimane aperti, si rischia di fare brutta figura poiché non è possibile usare i servizi igienici, oltre a subire dei controlli per la pulizia. Se si rimane chiusi semplicemente non c’è nessuno da servire.

Questo ha scatenato fortemente l’ira di Flavio Briatore che pensa a quali sono le spese per mantenere il Crazy Pizza. Tra tasse, contributi e oneri di vario genere, è poi vergognoso che si debba chiudere per un problema esterno e mal gestito dal Comune. L’uomo termina con una frase su cui riflettere: Roba da terzo mondo!

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Com’è stato risolto l’inconveniente?

L’imprenditore non si è dato per vinto. Dopo aver continuato a interpellare la compagnia di distribuzione dell’acqua della capitale, senza ricevere alcun provvedimento e continuando a rimanere senz’acqua, ha deciso di fare un “intervento” autonomo. In che senso? Un altro locale vicino appartiene a Flavio Briatore.

Qui c’era l’acqua e quindi ha esteso alcune condutture idrauliche in modo che esse potessero alimentare il Crazy Pizza. Non sappiamo come abbia potuto farlo, ma comunque ora il locale è aperto.

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I clienti che avevano prenotato nei giorni di chiusura, sono stati invitati da Flavio Briatore che si scusa per il disguido, oltre a garantire un ottimo servizio. Però questa disavventura ci lascia un altro pensiero triste. I locali che appartengono ad altre attività commerciali e che non hanno il denaro di Flavio Briatore, sono ancora senz’acqua?

Maria Cannavacciuolo

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Maria Cannavacciuolo

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