Ravello, due anni dopo torna lo spettacolo dell’Incendio in Borgo di Torello

Un’esplosione di gioia e luci. Torna, a due anni di distanza, lo spettacolo pirotecnico nella frazione di Torello. Appuntamento domenica 18 settembre alle 21 e 30 per le celebrazioni dell’Addolorata.

Dopo la pandemia i fuochi d’artificio. Una metafora ma neanche troppo. A Torello, frazione del comune di Ravello, torna in auge il tradizionale spettacolo pirotecnico della rassegna Incendio in Borgo. Organizzato dall’ente comunale di Ravello e dall’associazione Ravello Borghi in Festa, in collaborazione con Fondazione Ravello, i festeggiamenti andranno in scena il 18 settembre dalle ore 21 e 30.

Luminarie multicolori che disegnano le sagome delle abitazioni. Lo spettacolo, arricchito di giochi ed eleganti effetti pirotecnici, apprezzato e riconosciuto per la sua originalità coreografica, si inserisce nel solco dei tradizionali incendi di origine partenopea, eseguite per la prima volta nel capoluogo nel corso del 17esimo secolo.

TRADIZIONE – L’antica festività iniziava con il settenario e viveva il momento più significativo durante la processione della sera che richiamava i fedeli anche dalle frazioni vicine. Nel secondo dopoguerra la svolta del colore. Opera di Mario Palumbo, mosso dalla grande passione per le arti pirotecniche, che allestì con pochi bengala, una fiaccolata per salutare il passaggio della Madre Addolorata.

La povera coreografia, affidata a semplici cartocci di composizione pirica, si arricchì con il tempo di numerosi effetti che crearono così un nuova tipologia scenografica in grado di illuminare con fiotti colorati l’intero borgo medievale, distinto dalle tradizionali case con volte estradossate tra pergolati di vite e di limone.

Oggi gli artifici avvolgono il campanile, la chiesa, le case e i giardini, si rincorrono e, a tratti, sembrano addirittura danzare in un curioso balletto evanescente fatto di luci e colori. Piogge di alluminio e di magnesio illuminano il cielo di una notte di fine estate mentre i lumi rossi avvolgono l’intero borgo in un incendio che ha il sapore acre della polvere da sparo.