Festa del Libro in Mediterraneo: stasera a Cava de Tirreni salotto letterario

Si terrà oggi alle 19.30 al Bar Libreria Rodaviva di Cava de’ Tirreni il primo salotto letterario alla XIII edizione di ..incostieraamalfitana.it Festa del Libro in Mediterraneo che vede protagonisti, dopo quello della cerimonia d’apertura, autori in concorso per il Premio costadamalfilibri, maiolica realizzata dalla Daedalus di Vietri sul Mare.

Alfonso Bottone, direttore organizzativo ..incostieraamalfitana.it, si intratterrà con Anna Bruno e “La trama irrisolta” edito da Iod, Maurizio Pintore e “Tutto qui…” pubblicato da Printart, Gennaro Castaldo e “Ghenopolis” edito da Letteratura Alternativa.

In “La trama irrisolta” di Anna Bruno è la storia che ritorna, un pezzo di storia buia in cerca di luce. Una chiesa, di cui si era smarrita la chiave sul finire dell’ultimo conflitto mondiale, viene riaperta e rivela i corpi di due partigiani che tutti avevano creduto fossero stati catturati dal nemico in ritirata. Il modo in cui hanno posizionato le loro armi, prima di morire, indica l’intenzione di lasciare un messaggio, che Chiara e Serena, due gemelle quindicenni, cercheranno di decifrare insieme al loro amico Sandro, con l’aiuto del vecchio sacrestano e di Berta, che come partigiana ha vissuto gli orrori della guerra.

Cava de’ Tirreni: Ciao Umberto, Cane Amico dei Bambini

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Inizia una caccia alle streghe in paese e un mondo di ricordi ruota intorno alle indagini, tra continui colpi di scena, che porteranno alla scoperta di tradimenti, ricatti e sotterfugi, fino alla verità. Un’atmosfera tesa per una storia in continua evoluzione in cui si inserisce Fortunata, la “dama di compagnia” invadente, polemica, ma simpatica e informata, che porta una nota di ilarità, in attesa che il puzzle si ricomponga e trovino pace i morti e i vivi.

Scrivere per Maurizio Pintore è un’esigenza. Superando il pudore del “non addetto ai lavori” regala al lettore e amici che leggeranno “Tutto qui…” la sua “ingenuità”, avulsa da qualsiasi pretesa, mitigata dal rovescio della medaglia della “semplicità”. Mette a fuoco l’obiettivo della memoria, estratto dall’archivio del mio vissuto privato e professionale, flash, momenti, situazioni, persone, con una quintessenza comune: la “emozionalità”. Senza alcuna progettazione, gli scatti fotografici, sono catalogabili in tre capitoli. Episodi, momenti di vita “per riflettere”, altri semplicemente “per ridere” altri che ricordano e descrivono persone nell’ottica dell’autore,“personaggi”. Tutto qui. Nient’altro o di più. Comunque“emozioni”, pillole per sopravvivere.

In “Ghenopolis” di Gennaro Castaldo il protagonista, Antonio Marsia, fisico quantistico, è afflitto da una malattia inguaribile. Solo il viaggio nel tempo può aiutarlo. La soluzione al suo problema è nel passato e per questo gli occorre l’aiuto di Aldo Mey, professore di Medicina Legale ed esperto di storia meridionale. Il professore permetterà di selezionare alcuni eventi ben precisi su cui intervenire. Eventi legati alle figure di Carlo di Borbone, di suo figlio Ferdinando I e del nipote di quest’ultimo Ferdinando II. Non ci saranno più i massacri, i roghi, le distruzioni di intere città, le deportazioni, le spoliazioni delle banche e l’annichilimento di qualsiasi iniziativa meridionale. Sarà il meridione a fare da traino per tutta la nazione.

Il nome Ghenopolis viene da una precisa domanda dell’autore fatta a un’amica insegnante di Latino e Greco: Scusa ma se Palepolis indica la città antica e Neapolis quella nuova come si chiamerebbe la Napoli attuale (quella modificata)? – Beh, dovremmo far riferimento a un termine che indichi trasformazione, prospettiva… si pronuncia Ghighnomai. “Ecco io la chiamerei Ghenopolis!”.