Territorio

Ztl in Costa d’Amalfi. Il sottosegretario Ferrante: “Dal Governo massimo impegno”

Posso testimoniare il mio massimo impegno a venire incontro alle esigenze dei sindaci della Costiera per attivare una Ztl al di fuori dei centri storici“. Così il sottosegretario del Governo Meloni alle Infrastrutture Tullio Ferrante, ha dichiarato ad Amalfinotizie a margine di un incontro politico del suo partito di appartenenza, Forza Italia, svoltosi a Salerno nella giornata di ieri.

Dunque, da parte dell’esponente del governo sembra esserci attenzione verso un tema, quello dell’istituzione della Zona a Traffico Limitato territoriale, sul quale si discute ormai da anni.

Ad aprile, proprio a questo scopo, il sottosegretario alle Infrastrutture aveva ricevuto, nel suo ufficio sito nella Capitale, una delegazione di amministratori locali della Costa d’Amalfi, composta dal consigliere comunale di opposizione a Minori Fulvio Mormile, anche lui membro di Forza Italia, e dal sindaco di Amalfi Daniele Milano, con lo scopo di velocizzare l’istituzione della Ztl.

Si era ipotizzato anche un intervento normativo ad hoc come un decreto legge per ridurre il traffico paralizzante: tuttavia, la soluzione che al momento sembra l’unica percorribile è quella della modifica del Codice della strada, sulla quale è già aperto da alcuni mesi un tavolo di concertazione che richiede, tuttavia, come punto di approdo, anche un necessario passaggio parlamentare.

Il sottosegretario era anche intervenuto sulla situazione generale della viabilità in Costa d’Amalfi in ulteriori occasioni negli ultimi mesi: in seguito alla tragedia di Cigliano dell’8 Maggio scorso Ferrante aveva evidenziato necessità di un impegno tempestivo da parte delle istituzioni per migliorare le condizioni della sicurezza stradale in Costiera Amalfitana. I dettagli.

In merito alla vicenda della Galleria Maiori-Minori, invece, Ferrante aveva affermato, in seguito alla sarebbe stato necessario apportare su impulso del territorio, tutti i correttivi necessari affinchè il progetto possa essere quanto meno invasivo possibile sia per il paesaggio che per la collettività in generale, tenendo conto che la Regione difficilmente potrà fare dietrofront sulla costruzione dell’opera.

Andrea Bignardi

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