C’era una volta il fantasma delle ville. Si aggirava tra Capri e la Costiera Amalfitana

Si aggirava indisturbato lungo tutta la Terra delle Sirene: penetrava nelle ville disabitate, consumava le migliori bottiglie di vino, racimolava qualcosa e poi svaniva. E’ la storia del fantasma delle ville che ha incuriosito gli abitanti e i turisti della Costiera Amalfitana e di Capri, che hanno dovuto fare i conti per diversi mesi con quello che consideravano come un “ectoplasma”. Una mano lesta per lungo tempo primula rossa, col vezzo di svaligiare le abitazioni di persone facoltose dopo aver goduto di ogni confort.

Siamo nel 1956 e ai carabinieri giungono diverse segnalazioni di apparizioni di una figura bianca, quasi fluida, che di notte compare in alcune ville della Costiera Amalfitana. Le testimonianze raccontavano una storia sempre analoga, nel cuore della notte all’improvviso si accendeva una luce in una villa, una figura difficilmente riconoscibile che velocemente si fiondava da una parte all’altra della stanza per poi sparire nel nulla. Nel giro di poche settimane la voce di una così misteriosa figura girò velocemente di bocca in bocca. Le forze dell’ordine brancolarono nel buio a lungo.

La storia del fantasma delle ville

Nell’aprile dello stesso anno quello che ormai venne definito fantasma, fu avvistato il alcune lussuosissime ville di Capri. Le modalità dell’avvistamento risultavano essere sempre le stesse, una figura bianca con grande velocità si muoveva all’interno della stanza nella quale era stata avvistata per poi scomparire. I carabinieri a questo punto seguirono in maniera sempre più ravvicinata i movimenti dello spettro, riuscendogli a dare un’identità ben precisa. Si trattava di Paul Hummel, che interrogato dal giudice, dovendo rispondere dell’accusa di furto, raccontò una storia che lasciò tutti i presenti a bocca aperta.

Nato e cresciuto in Lettonia da giovanissimo scappò dal proprio paese natale per arruolarsi nell’esercito tedesco. Nel 1945 fu preso prigioniero dagli americani e detenuto a Stoccarda. Pochi anni dopo fu liberato e tornò in Lettonia da dove scappò clandestinamente per raggiungere l’Africa. Essendo stato in Libia e Tunisia durante la guerra aveva lasciato lì alcuni carissimi amici che avrebbe voluto raggiungere. Nonostante lo status di clandestino riuscì ad oltrepassare le frontiere italiane. Raggiungendo Gaeta da dove partivano molte motonavi in direzione nordafrica. Una volta pagato quanto dovuto si imbarcò con la sua valigia e carico di speranze.

Un intervento della guardia di finanza però vanificò il suo tentativo di fuga. I militari avendo trovato un carico di prodotti di contrabbando arrestarono Hummel che fu spedito in un campo profughi. Dopo due tentativi di fuga falliti, al terzo il protagonista della nostra storia riuscì ad evadere. Ritrovandosi solo e senza alcun modo per potersi garantire la sussistenza, si rifugiò sul monte Faito. Da lì con l’ausilio di alcune donne ammaliate dal suo fascino si introduceva nelle abitazioni. Hummel sottolineò dinnanzi al giudice che era spinto solo dalla necessità e che il suo animo gentile gli impediva di approfittare dell’assenza dei facoltosi padroni delle ville nelle quali si introduceva.

Infatti una volta dentro le abitazioni “usufruiva” dei comodi letti che ivi trovava e gustava le tante bontà che le dispense fornivano. Bottiglie di vino di inestimabile valore e cibo in scatola accompagnavano le sue nottate, sempre con un’immancabile Eva Kent a fargli compagnia. Passata la notte e dopo aver dato un’occhiata ai segreti più inconfessabili presenti nelle ville, infatti amava leggere le lettere dei proprietari delle case andando anche a scovare foto segretissime, prendeva qualche oggetto facilmente rivendibile sul mercato nero e tornava nel suo covo, dal quale studiava la “visita” successiva da fare. Purtroppo per lui i carabinieri non credettero alla storia del fantasma e riuscirono a stanarlo, ridando la tranquillità ai proprietari delle ville in Costiera Amalfitana e di Capri che nel periodo invernale lasciavano la propria abitazione abbandonata.