“Erchie. Da feudo abbaziale con torre vicereale, sede di una tonnara, al declino“. E’ il titolo del libro illustrato di Nicola Di Bianco edito dal Centro di Storia e Cultura Amalfitana.
Il testo espone il decorso dell’ultimo millennio del borgo di Erchie, oggi frazione di Maiori: divenuto un importante feudo ecclesiastico dell’ex abbazia di santa Maria Assunta con torri di difesa (angioine e aragonesi) e successivamente, sede di una pescosa tonnara a posta fissa, che catturava grossi esemplari di tonno rosso.
Dopo l’impulso dell’agrumicoltura e l’impianto di limoneti, il cui rinomato frutto raggiungeva i mercati internazionali e lo sfruttamento della cava estrattiva di materiale calcareo e ferroso con conseguente occupazione di molti autoctoni, secondo l’autore è iniziato il lento e progressivo “declino” economico e sociale di Erchie.
Nelle ultime settimane, non a caso, è cresciuto il dibattito politico sulla frazione, che conta, ad oggi, poco meno di 90 residenti in pianta stabile e un’economia principalmente legata al turismo balneare, sicuramente meno fiorente rispetto a quella di altre realtà più note della Costiera Amalfitana. A cominciare dal dibattito sull’annessione al comune di Cetara, in merito alla quale è stata espressa contrarietà in una recente riunione del consiglio comunale dal primo cittadino di Maiori Antonio Capone.
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