Emanuele Filiberto potrebbe decidere di abdicare per lasciare spazio alle figlie. Scopriamo la verità sulla scelta del principe.
Vittoria, la figlia maggiore di Emanuele Filiberto, non è una sconosciuta ai riflettori. Già nel 2020, suo nonno Vittorio Emanuele l’ha inserita nella linea di successione e le ha conferito il titolo di erede al trono d’Italia. Un trono che, tecnicamente, non esiste più ma che rimane un argomento di dibattito, specialmente tra gli ex reali.
Il principe Emanuele Filiberto, ora 51enne, ha spiegato la sua decisione di abdicare in un’intervista al Corriere Torino, esprimendo piena fiducia nella figlia. Sottolinea che Vittoria “farà meglio di me“. Ha poi elogiato la scelta del padre di designare Vittoria come erede, definendola “giusta e moderna”. Nel contesto europeo, ha rilevato un trend crescente verso l’accettazione delle regine al trono, dimostrando come le doti femminili al comando possano essere potenti e influenti.
Emanuele Filiberto ha sottolineato il suo approccio femminista e ha ricordato come, nella storia della casa Savoia, le donne abbiano sempre giocato un ruolo cruciale. Dalla regina Margherita, che ha modernizzato la monarchia, alla regina Elena, nota per la sua carità durante la guerra. Non ha dimenticato di menzionare sua madre, Marina Doria, una donna di “grande modernità”, campionessa mondiale di sci d’acqua che ha rappresentato egregiamente la famiglia durante il periodo di esilio.
Vittoria Cristina Adelaide Chiara Maria di Savoia, nome completo della giovane principessa, è stata descritta dal padre come una donna perfettamente all’altezza del ruolo che le verrà affidato. Attualmente, studia Storia dell’Arte e Scienze Politiche in Gran Bretagna.
Viene descritta come una persona “sensibile e intelligente” che è molto attenta al mondo intorno a lei. In un gesto che richiama alla mente le azioni della bisnonna Elena, Vittoria si è precipitata a offrire il suo aiuto con la Croce Rossa in Ucraina quando è scoppiata la guerra.
Mentre Emanuele Filiberto afferma di non aver mai realmente aspirato al trono, ma piuttosto di aver sognato di diventare un astronauta, si sente comunque legato all’Italia e riconoscente per l’affetto che riceve camminando per le strade.
Crede fermamente nel potere affascinante della monarchia, anche se percepisce l’Italia come una repubblica. La sua decisione di abdicare non viene vista come un peso, ma come un passaggio naturale. Come lui stesso dice, ha “aperto la strada” per le sue figlie, sperando di offrire loro opportunità che lui non ha avuto.
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