Mancano poche ore alla riapertura dei seggi per le elezioni politiche: gli italiani tornano ad essere chiamati alle urne dopo meno di cinque anni, dunque prima della scadenza naturale della legislatura, iniziata nel marzo del 2018.

Quelle di domani saranno le prime elezioni in cui si vedranno gli effetti del taglio dei parlamentari, che passeranno da 945 a 600 complessivi, tra Camera e Senato, e le prime nelle quali i giovani della fascia d’età compresa tra 18 e 25 anni potranno votare sia alla Camera che al Senato. 

Altra novità rispetto agli scorsi anni è che si vota su di un’unica giornata, ovvero domani, domenica 25 settembre, dalle 7 alle 23.

Agli elettori saranno consegnate due schede: una gialla ed una rosa.
Quella gialla è valida per la Camera dei Deputati, mentre quella rosa lo è per il Senato della Repubblica.

Varie sono le modalità di preferenza valide, così come numerosi sono i modi con i quali, purtroppo, è possibile, anche inconsapevolmente, annullare la propria scelta, ragion per cui è fondamentale conoscere bene come si vota.

La legge elettorale attuale prevede, infatti, due tipologie di collegi: uninominali e proporzionali, i cui candidati, però, sono raccchiusi nella stessa scheda.

Ne consegue, quindi, che non è possibile applicare il voto disgiunto, vale a dire votare per un candidato all’uninominale ed esprimendo, poi, la propria preferenza per una lista non collegata ad esso.

E’ possibile, esprimendo, così, un voto pienamente valido, o sbarrare il nome del candidato all’uninominale oppure quello del simbolo della lista ad esso collegato, o entrambi, o, addirittura, barrare direttamente il cosiddetto “listino” di nomi posto di fianco al logo di ogni partito concorrente alla competizione elettorale.

La scheda è considerata, inoltre, nulla non solo nel caso in cui si esprima una preferenza in modo errato, ma anche nel caso in cui siano presenti, sulla stessa, segni che potrebbero renderla riconoscibile.

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