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Ecco come si può diventare più buoni: l’incredibile scoperta

Tutti possiamo avere dei cambiamenti di umore che ci fanno sentire o apparire più buoni o più cattivi a seconda del momento. Sul nostro umore sono molti i fattori che intervengono, perché, a seconda anche del contesto che viviamo, possiamo essere soggetti a diversi tipi di comportamento.

Alcune persone in particolare sono solite cambiare umore troppo spesso ed è difficile riuscire ad inquadrarle in maniera essenziale, perché spesso non riusciamo a capire se sono delle persone buone o cattive. È pure vero che la bontà o la cattiveria dipendono più dalla predisposizione d’animo, ma anche questi sentimenti possono essere influenzati in maniera molto singolare. Ecco cosa hanno scoperto a questo proposito gli scienziati dell’Università del Massachusetts.

Il chip che fa diventare più buoni

Secondo una recente ricerca, la nostra capacità di essere più o meno buoni dipenderebbe dall’attività elettrica del nostro cervello. Sarebbe questione dell’attività elettrica, perché il nostro organo cerebrale è soggetto a dei pensieri collegati proprio ai suoi meccanismi interni che funzionano anche grazie a quelle che possono essere considerate molto simili alle scosse elettriche.

È risaputo d’altronde che la nostra attività cerebrale è soggetta ad un meccanismo di elettricità che può essere considerata determinante. Ecco perché gli scienziati hanno lavorato su un concetto che in gergo tecnico viene definito come lateralizzazione del cervello, che consiste nella capacità di influire sulle attività cerebrali, inducendo i neuroni ad avere delle reazioni particolari.

Hanno inventato un chip in grado di emettere delle piccole scariche elettriche, le quali sarebbero capaci di attraversare i neuroni e di incidere sul comportamento e sul modo di sentire delle persone. Gli esperti ritengono che sia una scoperta molto importante, perché potrebbe costituire un modo innovativo per aiutare gli individui a regolarizzare il loro comportamento, non avendo più la necessità di ricorrere al consumo di farmaci.

Gli scienziati esperti di neurologia sono convinti che questo metodo possa realmente funzionare, ma sono stati soggetti anche a numerose critiche.

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Le critiche da parte degli scettici

Secondo alcuni scienziati, invece, tutto ciò è estremamente criticabile, perché si tratta comunque di intervenire a livello etico su dei pensieri e su dei comportamenti dei quali non è possibile attivare una forma di controllo.

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Infatti si tratterebbe di nuclei morali sui quali non è possibile intervenire attivando o disattivando un circuito cerebrale. Molti hanno fatto notare che l’essere buono o cattivo comunque dipende molto da criteri soggettivi e che possono cambiare in maniera relativa.

Gianluca Rini

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