Eccezionale scoperta a Pompei: ritrovati due corpi intatti

Foto esclusiva ANSA/LUCA SPINA/PARCO ARCHEOLOGICO DI POMPEI

Nuova eccezionale scoperta al Parco Archeologico di Pompei: come riporta in esclusiva l’Ansa, sono stati ritrovati due corpi intatti.

Si tratta dei corpi integri di due uomini, un quarantenne avvolto in un caldo mantello di lana e il suo giovane schiavo già piegato dalle fatiche della vita.

“Una scoperta davvero eccezionale – sottolinea entusiasta all’Ansa il direttore Massimo Osanna, da settembre 2020 alla guida anche della direzione generale dei musei pubblici – perché per la prima volta dopo più di 150 anni dal primo impiego della tecnica è stato possibile non solo realizzare calchi perfettamente riusciti delle vittime, ma anche indagare e documentare con nuove tecnologie le cose che avevano con sé nell’attimo in cui sono stati investiti e uccisi dai vapori bollenti dell’eruzione”.

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Arriva anche il plauso del ministro Franceschini, che definisce la scoperta “stupefacente” e ne sottolinea l’importanza per l’intero patrimonio culturale italiano.

Come afferta l’archeologo Silvia Lambertuci sempre all’Ansa, gli scavi dei prossimi mesi chiariranno anche verso quale direzione i due uomini erano diretti al momento della morte.

Teatro della nuova scoperta è la villa suburbana di Civita Giuliana, la lussureggiante tenuta di epoca augustea con saloni e terrazze affacciate con splendida vista sul mare nelle cui stalle, nel 2017, gli archeologi del Parco trovarono i resti di tre cavalli di razza, uno addirittura bardato con una raffinata sella in legno e bronzo e scintillanti finimenti, quasi fosse stato preparato per l’uscita imminente del suo padrone.

Gli scavi attuali, interamente finanziati dal Parco di Pompei con 1 milione di euro, sono figli di una operazione congiunta con la Procura di Torre Annunziata, il procuratore Pierpaolo Filippelli, e i carabinieri per bloccare i tombaroli, che qui hanno lasciato ampie tracce della loro certosina attività.

Dopo l’indagine nelle stalle da gennaio 2020 si sta scavando intorno al lunghissimo criptoportico edificato sotto ad una delle grandi terrazze. “Abbiamo avuto anche fortuna” racconta Osanna, “perché il vano nel quale abbiamo ritrovato i corpi dei due uomini era sfuggito sia agli scavi dei primi del Novecento, sia ai tombaroli: una trincea realizzata dai tombaroli passava praticamente accanto ai piedi di una delle due vittime”. Un ambiente quasi intatto e per questo particolarmente prezioso.

“Abbiamo avvertito la presenza di vuoti nella coltre di materiale piroplastico e da lì la sorpresa dei resti umani”, sottolinea sempre all’Ansa ancora emozionato Osanna. C’erano le condizioni ottimali per provare a ottenere il calco delle vittime, seguendo la tecnica messa a punto nel 1863 da Giuseppe Fiorelli. L’ultimo tentativo era stato fatto negli anni ‘Novanta del Novecento, purtroppo senza grandi successi. Stavolta l’esperimento è pienamente riuscito, “Ha funzionato anche per quello che i due portavano con se, che si è rivelato essere un manufatto in lana, forse un altro mantello, forse una coperta”.

E i primi studi sembrano aver già individuato il momento della fine, nel secondo giorno dell’eruzione, la mattina del 25 ottobre (in base alla recente nuova proposta di datazione) di quel fatidico 79 d.C. Resta il giallo dell’identità.