E’ morto Franco Zeffirelli. Positano e la Costiera furono la sua “seconda” casa

Lutto nel mondo del cinema e della cultura per la scomparsa di uno dei più grandi registi: Franco Zeffirelli, il cineasta fiorentino che elesse Positano e la Costiera Amalfitana a suo buen retiro fin quando non abbandonò definitivamente la Villa di Arienzo in cui sono passati in oltre trent’anni artisti e attori, uomini politici e personaggi del jet set.

Zeffirelli in Costiera è stato come il mito delle Sirene che tentarono Ulisse. E grazie a lui ne sono sbarcati tanti in 35 di personaggi famosi. Lui, cittadino onorario di Positano, c’era sempre: anche quando nel 1999 l’allora cancelliere tedesco Gerhard-Schröder scelse Positano per le sue vacanze (foto sotto).

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Malato da tempo, Zeffirelli è scomparso oggi all’età di 96 anni. In Costiera mancava ormai da quasi 12 anni. L’ultima volta fu nel luglio 2007 quando in occasione dell’edizione di Mare Sole Cultura promossa dall’instancabile Enzo D’Elia, presentò la sua monumentale autobiografia in cui parlava della sua vita, delle sue grandi imprese, della sua terra.

Compresa la Costiera e quell’eremo alle porte di Positano in cui ha vissuto 35 lunghe estati. Un residenza-bomboniera, quella di Arienzo, finita troppo spesso nell’occhio del ciclone per presunte irregolarità urbanistiche. Vicende che determinarono l’addio di Zeffirelli alla Costiera.

Fu lui stesso ad annunciarlo in una intervista a Il Mattino nel maggio del 2007. «Positano è irriconoscibile, meglio scappare. Non è più quella di una volta, quella che abbiamo amato con i tanti amici» furono queste le parole al vetriolo di un deluso e amareggiato Franco Zeffirelli dopo il coinvolgimento nella vicenda legata a quel lussuoso complesso che si affaccia sullo specchio d’acqua di Arienzo in cui persino l’amico Silvio Berlusconi nel luglio del 2003 corse a ritemprasi dopo le liti nel suo secondo Governo.

E non tanto per le accuse che riteneva all’epoca infondate, quanto per le gelosie che, secondo lui, si sarebbero scatenate intorno alla residenza in cui ha vissuto ben trentacinque estati.

Ma tre mesi dopo quelle esternazioni, Zeffirelli tornò a Positano. Fu l’ultima apparizione pubblica quella nei giardini di Palazzo Murat complici i salotti letterari di Mare, Sole e Cultura. Il grande maestro del cinema, positanese di adozione, rimise piede nella città che ha amato il 15 luglio del 2007 per presentare le sue vicende personali contenuta nel libro autobiografico uscito proprio quell’anno.

E la storia della sua vita appare romantica come una Bohème, strabiliante come un’Aida, avvincente come un film di Hollywood. Già, perché la vita di Zeffirelli è stata talmente spettacolare che pare ne abbia curato lui stesso la regia.

Tra gli ospiti quella sera anche Virginia Attanasio che negli anni ha consolidato una lunga amicizia con il regista proseguendo poi il percorso iniziato con la rassegna culturale Mare Sole e Cultura dal fratello Salvatore, già sindaco di Positano.

In quell’autobiografia il Maestro mise in scena tutta la sua vita con l’abilità di chi ha sempre saputo tenere il pubblico immerso nelle atmosfere delle sue pagine. E con una franchezza rara per chi, come lui asceso al mito, decise di raccontarsi.

Teatro, cinema, opera. Parigi, Londra, Milano, Los Angeles. E in ordine sparso: il jet set mondiale che si in 35 anni si è dato appuntamento nella sua villa di Positano: Coco Chanel che gli regalò dei disegni di Matisse, Maria Callas vista da vicino nello splendore del suo apice e nella fragilità della sua caduta, l’incidente in macchina con Gina Lollobrigida al volante.

L’elenco dei suoi amici, compagni di lavoro e di ventura, in quella autobiografia assomiglia in modo impressionante all’indice di un’enciclopedia dello spettacolo del Novecento. Perché Zeffirelli ha vissuto di d’arte, ha vissuto d’amore e di un “ottimismo a qualunque costo” che lo ha spinto, ultra ottantenne a gettarsi nelle sue imprese con l’entusiasmo di un ventenne.

Con lui se ne va un mostro sacro, un grande della cultura del 900. Con lui se ne va un testimonial della Costiera nel mondo. L’ultimo dopo Jackie e Gore Vidal.