Con l’arrivo della stagione fredda, una delle domande più frequenti riguarda la gestione efficiente del riscaldamento domestico.
Sono molte le opinioni contrastanti su come gestire al meglio il riscaldamento domestico durante i mesi invernali. La caldaia, infatti, non dovrebbe mai essere completamente spenta perché oltre a fornire il riscaldamento contribuisce anche alla produzione di acqua calda sanitaria. La vera sfida consiste nel regolare la temperatura in modo da ottimizzare i consumi senza compromettere il comfort.
Spegnere completamente il riscaldamento mentre la casa è vuota può sembrare la soluzione più ovvia per risparmiare, ma si devono considerare alcuni svantaggi. Al rientro, la temperatura interna sarà fredda e sarà necessario un tempo considerevole per riscaldare l’ambiente, con un consumo di gas maggiore durante la fase di riavvio. Questo fenomeno, simile all’effetto “accensione-spenta-accensione”, provoca un consumo energetico più elevato e un’usura più rapida della caldaia, sottoposta a stress meccanico dovuto alla continua variazione di temperatura.
Al contrario, lasciare acceso il riscaldamento tutto il giorno, ma a un regime ridotto e con temperature minime accettabili, permette di mantenere un ambiente più confortevole e di evitare picchi di consumo energetico al momento del rientro. In questo modo, la caldaia lavora in modo più efficiente, evitando di dover “recuperare” una differenza termica troppo ampia.
Normative e tecnologia per una gestione ottimale del riscaldamento
La durata giornaliera di accensione del riscaldamento varia anche in base al tipo di impianto e alla zona climatica di residenza. Nel caso di impianti centralizzati, esistono norme nazionali e locali che regolano gli orari di funzionamento. Ad esempio, nelle zone più fredde come la Zona F non sono previste limitazioni particolari, mentre in aree più temperate le ore di accensione consentite si riducono progressivamente, fino a un massimo di 5 ore nelle zone più calde (Zona A).
Per chi dispone di un impianto autonomo, invece, la gestione è più flessibile e può essere ottimizzata anche con l’ausilio della domotica. I termostati intelligenti rappresentano una soluzione avanzata per mantenere la temperatura costante e ridurre gli sprechi energetici. Questi dispositivi consentono di programmare diverse temperature in base ai momenti della giornata e alle abitudini degli abitanti, adattandosi automaticamente per garantire il massimo comfort con il minimo consumo.
Anche le valvole termostatiche smart sono un importante complemento tecnologico, poiché permettono di regolare la temperatura di ogni singola stanza, evitando di riscaldare ambienti inutilizzati e riducendo ulteriormente i costi energetici. Inoltre, grazie ai sensori che rilevano l’apertura delle finestre, questi sistemi interrompono automaticamente il riscaldamento evitando sprechi.

L’analisi sulla gestione del riscaldamento invernale si può mettere a confronto con quella relativa all’uso del condizionatore d’aria durante l’estate. Uno studio recente degli ingegneri dell’Università del Colorado di Boulder ha dimostrato che spegnere il condizionatore durante le ore di assenza da casa è più conveniente rispetto a mantenerlo acceso a bassa potenza.
Attraverso simulazioni che hanno considerato diverse condizioni climatiche e differenti tipologie di climatizzatori, il team ha verificato che il calore accumulato negli ambienti rimane entro limiti finiti anche dopo molte ore di esposizione solare. Perciò, accendere il condizionatore solo al rientro permette di ridurre significativamente i consumi energetici, con risparmi fino all’11% rispetto a un funzionamento continuo per 8 ore.
Questa evidenza rafforza il principio secondo cui, sia per il raffrescamento estivo sia per il riscaldamento invernale, una gestione intelligente e modulata del sistema di climatizzazione o riscaldamento è la scelta più sostenibile a livello economico e ambientale.
Roma, 21 novembre 2025 – Con l’arrivo della stagione fredda, una delle domande più frequenti riguarda la gestione efficiente del riscaldamento domestico: è più conveniente tenere il riscaldamento acceso tutto il giorno a bassa potenza oppure spegnerlo quando non si è in casa? L’argomento, che coinvolge sia il risparmio energetico che il comfort abitativo, è stato oggetto di diversi studi e analisi negli ultimi anni, aggiornati anche alla luce delle tecnologie più recenti.
Il dibattito sul riscaldamento acceso tutto il giorno: costi e benefici
Sono molte le opinioni contrastanti su come gestire al meglio il riscaldamento domestico durante i mesi invernali. La caldaia, infatti, non dovrebbe mai essere completamente spenta perché oltre a fornire il riscaldamento contribuisce anche alla produzione di acqua calda sanitaria. La vera sfida consiste nel regolare la temperatura in modo da ottimizzare i consumi senza compromettere il comfort.
Spegnere completamente il riscaldamento mentre la casa è vuota può sembrare la soluzione più ovvia per risparmiare, ma si devono considerare alcuni svantaggi. Al rientro, la temperatura interna sarà fredda e sarà necessario un tempo considerevole per riscaldare l’ambiente, con un consumo di gas maggiore durante la fase di riavvio. Questo fenomeno, simile all’effetto “accensione-spenta-accensione”, provoca un consumo energetico più elevato e un’usura più rapida della caldaia, sottoposta a stress meccanico dovuto alla continua variazione di temperatura.
Al contrario, lasciare acceso il riscaldamento tutto il giorno, ma a un regime ridotto e con temperature minime accettabili, permette di mantenere un ambiente più confortevole e di evitare picchi di consumo energetico al momento del rientro. In questo modo, la caldaia lavora in modo più efficiente, evitando di dover “recuperare” una differenza termica troppo ampia.
