Cronaca

Droga ed estorsione, 25 in manette nell’Agro

Droga ed estorsione, 25 in manette nell’Agro. Associazione di tipo mafioso, tentato omicidio, estorsione, porto e detenzione illegali di armi, autoriciclaggio e traffico di sostanze stupefacenti. Questi i capi d’accusa per 25 persone dell’Agro legate ai clan Fezza-De Vivo. L’operazione portata a termine questa mattina dalla Polizia di Stato, dall’Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza. I dettagli sull’edizione odierna de LaCittà.

Una complessa operazione di contrasto alla criminalità organizzata, condotta e coordinata dalla Procura della Repubblica di Salerno, che ha colpito due associazioni per delinquere di stampo camorristico influenti sui territori dell’Agro Nocerino Sarnese.

Le Forze di Polizia hanno proceduto all’arresto e contestuale sequestro di beni a carico di 25 soggetti, tutti destinatari della misura cautelare della custodia in carcere ad eccezione di un collaboratore di giustizia.

Secondo quanto emerso allo stato delle investigazioni e ritenuto dal Gip il clan Fezza-De Vivo controllava il mercato degli stupefacenti, imponendosi con richieste estorsive e riuscendo ad infiltrarsi nell’economia legale in settori particolarmente delicati.

Emblematico quanto avvenuto nel periodo covid, quando il clan avrebbe imposto nel settore delle sanificazioni, con metodi intimidatori e violenti quale il pestaggio di un noto imprenditore concorrente, la cooperativa Pedema, di fatto controllata – secondo l’odierno quadro accusatorio – dai vertici del sodalizio oggetto di indagine.

Altre importanti operazioni commerciali poste in essere dal clan avrebbero riguardato l’effettiva acquisizione di attività commerciali. Inoltre, il progetto – poi non portato a termine, ideato e condotto unitamente a Rosario Giuliano – di infiltrazione nel consorzio di gestione dei servizi all’interno della zona industriale della città di Nocera Inferiore. Il clan avrebbe favorito il reimpiego dei proventi illecitamente accumulati ideando un sistema di trasferimento del denaro all’estero, precisamente in Spagna, ove ha altresì avviato un’attività del tipo bar-pasticceria.

Matteo Maiorano

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