Africo è celebre per le sue caratteristiche uniche, tra cui la divisione in due porzioni distanti l’una dall’altra. Questo paese, reso famoso dal film “Aspromonte – La terra degli ultimi”, ha una storia ricca e affascinante, incastonata nelle meravigliose pendici dell’Aspromonte.
La prima delle due porzioni di Africo è una piccola enclave nel comune di Bianco, una splendida città situata sulla costa della Calabria. La seconda parte di Africo, invece, si trova sulle pendici dell’Aspromonte, in un’area dove si trovano i ruderi di due antichi borghi, Africo Vecchio e Casalnuovo. Questa divisione rende Africo un paese unico, con una geografia peculiare e una storia affascinante.
Il “paese nuovo” sorge a pochi metri sul livello del mare, sulla riva destra della fiumara Laverde, che sfocia nel Mar Ionio. È adagiato a margine di una piccola pianura affacciata sul mare, circondata da Capo Bruzzano a sud. D’altra parte, Africo Vecchio e Casalnuovo si trovano sul versante sinistro del vallone Casalnuovo, nella parte sud-orientale del Parco Nazionale dell’Aspromonte. Questa posizione offre viste panoramiche sulla natura incontaminata e sul mare sottostante.
La storia di Africo risale all’epoca della colonizzazione magnogreca, con reperti archeologici che testimoniano la presenza di insediamenti bizantini. Durante il periodo normanno, tra l’XI e il XII secolo, il paese vide la vita di San Leo, il patrono del paese, che secondo la tradizione, nacque a Bova e studiò nel convento basiliano della SS. Annunziata di Africo. Il terremoto del 1783 causò gravi danni ad Africo, portando alla distruzione di una buona parte del paese e causando sei morti. Nel corso dei secoli, Africo ha subito diverse trasformazioni, mantenendo tuttavia un legame profondo con le sue radici storiche.
A seguito di un violento alluvione nel 1951 che causò gravi danni e la perdita di vite umane, le autorità decisero di evacuare i due paesi semidistrutti, Africo Vecchio e Casalnuovo, e trasferire la popolazione in un nuovo centro, noto come Africo Nuovo, costruito in località La Quercia di Capo Bruzzano, nel territorio del Comune di Bianco.
Pur essendo stata una decisione controversa, con critiche riguardanti la perdita delle terre e la distruzione della vita comunitaria, il nuovo insediamento prese forma all’inizio degli anni ’60. Tuttavia, i primi abitanti di Africo Nuovo dovettero confrontarsi con una realtà economica difficile. Molte persone emigrarono, mentre altre rimasero, vivendo di sussidi di disoccupazione o rimesse di lavoratori emigrati. Questa situazione di precarietà economica ha pesantemente condizionato le successive vicende del paese, con forti tensioni sociali e l’ascesa della ‘ndrangheta a partire dagli anni Settanta.
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