Il film “Il Diritto di Contare“, uscito nel 2016, ha messo in luce l’importanza delle figure di tre donne afroamericane che, superando gli ostacoli del razzismo e della discriminazione di genere, hanno svolto un ruolo cruciale nella NASA durante la corsa allo spazio. Una di queste eroine non celebrate è Dorothy Vaughan, il cui percorso di vita è tanto affascinante quanto ispiratore.
Dorothy Johnson Vaughan è nata il 20 settembre 1910 a Kansas City e ha vissuto fino al 10 novembre 2008 a Hampton. Ha dedicato la sua vita allo studio e all’insegnamento della matematica, prima di passare a lavorare per la NACA (la predecessora della NASA) e successivamente per la NASA stessa.
Vaughan è stata una programmatrice e matematica di grande talento, la cui competenza e abilità hanno lasciato un segno indelebile nella storia dell’esplorazione spaziale statunitense.
Il film “Il Diritto di Contare” descrive l’assunzione di Vaughan, insieme a Katherine Johnson e Mary Jackson, da parte della NASA nel 1961. Le tre donne erano eccezionalmente dotate nel campo della matematica e possedevano una preparazione accademica superiore a quella della maggior parte dei loro colleghi.
Nonostante ciò, a causa della loro etnia, vennero isolate dagli altri membri del gruppo. Ma Dorothy Vaughan, nonostante le difficoltà, riuscì a dimostrare le sue straordinarie doti e capacità dirigenziali.
Durante i suoi 28 anni di carriera alla NASA, Vaughan introdusse l’utilizzo dei computer negli anni Sessanta e imparò il linguaggio di programmazione Fortran, che poi insegnò all’intero staff. Questo le ha permesso di contribuire significativamente alla missione della NASA di spedire un uomo sulla Luna.
Vaughan è stata anche un esempio di leadership e resilienza. Nonostante le sfide imposte dalla discriminazione di genere e razziale, ha perseverato e ha dimostrato quanto uomo e donna possono essere uguali nel lavoro.
La storia di Dorothy Vaughan è un potente promemoria dell’importanza dell’uguaglianza di genere e dell’opportunità per tutti, indipendentemente dall’origine etnica. La sua vita, così come quella di Katherine Johnson e Mary Jackson, sottolinea il fatto che il talento e la determinazione possono trionfare in qualsiasi circostanza, non importa quanto sfavorevole.
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