Capita, nel cinema, che un film arrivi nel posto giusto ma nel momento sbagliato. Dungeons & Dragons – L’Onore dei Ladri è uno di quei rari casi in cui la critica ha riconosciuto quasi all’unanimità il valore di un’operazione ambiziosa, mentre il pubblico in sala l’ha in larga parte ignorata. Non per colpa del film, ma per un incastro di coincidenze di calendario che in qualsiasi altro weekend avrebbero potuto cambiare completamente la storia. Oggi, con la distanza che solo lo streaming riesce a creare, quell’adattamento del celebre gioco di ruolo firmato Paramount Pictures sta trovando il pubblico che meritava. Il franchise di Dungeons & Dragons, tornato nell’immaginario collettivo anche grazie a Stranger Things che ha riportato il gioco di ruolo tra le mani di una nuova generazione, ha finalmente il suo film all’altezza. Vale la pena recuperarlo, e c’è anche una ragione concreta di attualità per farlo.

Hugh Grant nei panni del villain Forge Fitzwilliam in Dungeons & Dragons L'Onore dei Ladri
Hugh Grant nei panni di Forge Fitzwilliam in Dungeons & Dragons L’Onore dei Ladri. Copyright by Paramount Pictures (MoviestillDB)

Un weekend sbagliato nel momento sbagliato

Il 5 aprile 2023, Paramount portò nelle sale il film puntando su un weekend primaverile solitamente favorevole. Ma quello stesso fine settimana uscirono anche Super Mario – Il Film e il quarto capitolo di John Wick. Due macchine da soldi difficili da battere per qualsiasi concorrente, e il film di Jonathan Goldstein e John Francis Daley ne uscì schiacciato. Gli incassi globali non raggiunsero la soglia del successo commerciale, nonostante un budget di produzione considerevole, e la notizia di un possibile sequel cinematografico rimase in sospeso. Il paradosso è che raramente un film si era trovato in quella posizione: penalizzato dalle classifiche ma difeso quasi all’unanimità da chi lo aveva visto. Una vittima delle coincidenze di palinsesto, più che un flop artistico.

Ma la critica l’aveva già capito

Il 91% di voti positivi su Rotten Tomatoes racconta una storia completamente diversa rispetto agli incassi. I critici avevano riconosciuto fin dalla prima visione quello che il pubblico di massa non aveva avuto modo di scoprire in sala: un blockbuster d’azione che funziona, che diverte, che sa esattamente cosa vuole essere e lo fa con una competenza rara nel genere fantasy. I paragoni con il Marvel Cinematic Universe erano ovunque nelle recensioni, e non come insulto: il film era stato paragonato ai capitoli migliori del franchise supereroistico per ritmo, ironia e capacità di costruire un ensemble di personaggi memorabili. Guardiani della Galassia e il primo Ant-Man i riferimenti più citati. Non è poca cosa per un adattamento di un gioco da tavolo.

La storia: un heist movie nel mondo di D&D

Al centro di tutto c’è il bardo Edgin Darvis, interpretato da un Chris Pine mattatore e sopra le righe, che esce di prigione insieme alla guerriera Holga Kilgore (una solida Michelle Rodriguez) con un obiettivo preciso: ritrovare la figlia, affidata durante la detenzione al ladro Forge Fitzwilliam, interpretato da uno straordinariamente in parte Hugh Grant. Arrivati a Neverwinter, città cosmopolita al centro della regione del Faerun, i due scoprono che Forge ha tradito la loro fiducia, che la figlia è in pericolo e che il regno è minacciato da qualcosa di molto più grande di un tradimento personale. Da quel momento il film diventa una serie di quest concatenate, un heist movie fantastico con dungeon, draghi, incantesimi e colpi di scena, con il gruppo allargato da Justice Smith nei panni del mago Simon e Sophia Lillis in quelli della druida Doric.

Il tono che ha fatto la differenza

Quello che distingue L’Onore dei Ladri dalla maggior parte degli adattamenti di giochi è una consapevolezza molto precisa del proprio statuto. Il film non si prende sul serio. Lo sa, lo dichiara fin dalla prima scena, e costruisce su questo la propria formula narrativa. L’ironia è costante ma mai gratuita, il non-sense è calibrato, e i momenti di parodia convivono con sequenze d’azione genuinamente riuscite, soprattutto nei combattimenti. Per i fan storici di Dungeons & Dragons c’è anche una dose di citazionismo impressionante: easter egg, riferimenti alla lore, camei inaspettati che faranno balzare dalla sedia chi il gioco lo conosce davvero. Ma il film funziona perfettamente anche per chi non ha mai lanciato un dado a venti facce in vita sua.

Perché vederlo adesso: il franchise è vivo

C’è una ragione concreta per recuperare il film proprio in questo periodo. Netflix sta sviluppando una serie televisiva intitolata Dungeons & Dragons: The Forgotten Realms, ambientata nello stesso universo del lungometraggio, il che rende la visione del film un punto di ingresso ideale per chi vuole arrivare preparato. Sul fronte cinematografico non ci sono ancora conferme ufficiali su un sequel, ma il franchise è attivo e probabilmente ci saranno novità entro i prossimi mesi. Nel frattempo, con un 8 su 10 nella media delle recensioni specializzate e un posto già garantito tra le riscoperte più piacevoli dello streaming recente, L’Onore dei Ladri è esattamente il tipo di film che funziona meglio lontano dal rumore delle uscite settimanali: senza fretta, senza aspettative, sul divano.

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