Dieci anni fa l’alluvione di Atrani: il ricordo di Francesca Mansi vive nel cuore di tutti

Oggi splende il sole su Atrani, un sole che, seppur tenue, riesce a riscaldare l’animo non solo degli atranesi ma di tutti gli abitanti della Costiera in questa triste ricorrenza. Perché oggi, dieci anni fa, si consumò una tragedia in cui perse perse la vita una giovane ragazza. Quella di Francesca Mansi la giovane dottoressa in scienze del turismo che all’epoca prestava servizio in un bar del paese.

Piovve tantissimo quel maledetto 9 settembre 2010. Talmente tanto che il fiume Dragone si ribellò e vomitò su Atrani terra e fango e morte. Ricordare quei momenti fa ancora male al cuore.

Le immagini di quel tragico giorno passano nella mente degli atranesi come dei terribili fotogrammi: la pioggia, i tombini che saltano, la piazza si riempie d’acqua e poi le auto trasportate dalla violenza del fiume fino ad occludere l’ingresso della caratteristica piazzetta. E poi ancora acqua mista a fango, sempre più veloce, sempre più densa.

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La piazza che si riempie di auto, detriti e fango. Chi urla, chi si ferma sulla statale per guardare cosa sta accadendo, la spiaggia violentata dalla forza del fiume ma soprattutto la disperazione: Francesca non si trova.

E poi termina la pioggia, termina la violenza del Dragone e Atrani torna nel silenzio più assordante e nel buio più profondo. Poi luci, sirene, soccorsi, aiuti. Si scava, si scava ininterrottamente per trovare il bene più importante che la furia del fiume ha strappato ad una famiglia, ad un paese, ad una comunità: si cerca Francesca Mansi.

Nei giorni a seguire Atrani iniziò a rimettersi in piedi, barcollando sulle gambe, inginocchiandosi, ma si rialzò grazie ai volontari, alle forze dell’ordine ma anche grazie alla fede immensa di Lello Mansi, papà di Francesca, che in quei giorni interminabili di paure e attese sorresse non solo se stesso ma anche tutta Atrani.

Furono ventitré i giorni in cui si aspettò che Francesca facesse ritorno a casa, ventitré i giorni di speranza, ventitré i giorni di preghiera. Poi il ventitreesimo giorno, giorno degli Angeli Custodi, Francesca rivide la luce in Sicilia, la luce forte, calda, rassicurante ed eterna che solo Dio sa donarci.

Oggi, dieci anni dopo quei giorni di buio, il pensiero va alla famiglia di Chicca, nostro angelo custode che vive per sempre dentro di noi, e a tutti gli atranesi che custodiranno sempre nel cuore il dolore strozzato di quel maledetto 9 settembre 2010.