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Di che razza è Togo il cane protagonista del film: Togo – Una grande amicizia

Togo è il cane protagonista del film Togo – Una grande amicizia. Scopriamo la storia vera e di che razza era.

Chi era Togo e quale razza rappresenta?

Il cane Togo, protagonista del film “Togo – Una grande amicizia”, apparteneva alla razza Siberian Husky. Questo cane, diventato celebre per il ruolo fondamentale nella Corsa del siero del 1925 in Alaska, è un esempio straordinario di forza, intelligenza e resistenza, caratteristiche tipiche di questa razza. I Siberian Husky sono cani da slitta di media taglia, originari della Siberia e allevati dai Chukchi, una popolazione indigena della regione. La loro capacità di sopportare climi estremi li ha resi ideali per il lavoro di traino in condizioni proibitive.

Il ruolo di Togo nella Corsa del siero

Togo non era solo un Siberian Husky qualsiasi: era il cane guida della squadra del musher Leonhard Seppala, interpretato nel film da Willem Dafoe. Durante la missione per trasportare il siero di antitossina della difterite alla città di Nome, Togo percorse una distanza incredibile di oltre 425 chilometri, più di qualsiasi altro cane coinvolto nell’impresa. Questo ha reso Togo un vero eroe, nonostante il merito pubblico sia stato inizialmente attribuito a Balto, un altro cane da slitta che completò l’ultimo tratto del percorso.

Le caratteristiche del Siberian Husky nel film

Nel film, il ruolo di Togo è stato affidato a Diesel, un Siberian Husky discendente diretto di Togo, risalente a 14 generazioni fa. Questa scelta sottolinea l’importanza di rappresentare accuratamente la razza e l’eredità genetica di Togo. I Siberian Husky sono conosciuti per il loro carattere vivace, la loro energia e la loro capacità di lavorare in gruppo. Il film evidenzia anche il legame speciale tra Togo e Seppala, mostrando come questa razza possa essere straordinariamente leale e collaborativa.

L’impatto culturale di Togo e il confronto con Balto

Nonostante il contributo eroico di Togo, gran parte dell’attenzione mediatica si concentrò su Balto, il cane che guidò l’ultimo tratto della corsa. Nel film, questa discrepanza viene affrontata attraverso il disappunto della moglie di Seppala, Constance. In realtà, Leonhard Seppala stesso espresse pubblicamente il suo dispiacere per il fatto che il valore di Togo non fosse stato riconosciuto a pieno. Una frase emblematica di Seppala recita: “Non ho mai avuto un cane migliore di Togo. La sua resistenza, lealtà e intelligenza erano ineguagliabili.”

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