Territorio

Depuratore Maiori, la replica del sindaco Capone: “Non alimentare un clima da caccia alle streghe”

E’ partita ieri e continua ancora oggi la bagarre a distanza, o per meglio dire via social network, tra Maiori e Minori a causa di alcune dichiarazioni, poi corrette, che riguardano l’inquinamento del mare.

Durante la giornata di ieri una chiazza di sporcizia ha invaso il mare di Minori nonostante le barriere antinquinamento. La sporcizia, come ha riferito anche il primo cittadino di Minori, arriva da est, in un primo momento era stato detto che proveniva da Maiori, ed è l’ennesima prova di quanto sia importante la depurazione comprensoriale.

Reale spiega che dal momento che lo scarico di Minori è a ovest del litorale e che peraltro è depurato, l’inquinamento non proviene direttamente da Minori ma ha viaggiato spinto dalla corrente.

Il problema dell’inquinamento delle acque della Costa d’Amalfi sarà definitivamente risolto, si legge sulla pagina Facebook del comune di Minori, quando si completerà l’intero progetto di depurazione della provincia di Salerno con tutti i paesi anche a sud del capoluogo di provincia.

A dire la sua a proposito questa mattina il primo cittadino di Maiori, Antonio Capone, che ha pubblicato un lungo post su Facebook in cui invita tutti a liberarsi dalle catene del campanilismo per risolvere i problemi che attanagliano la Costiera Amalfitana.

“I tempi in cui ci si poteva illudere che “la cura del proprio orticello” era sufficiente per dare una parvenza di governo nei propri paesini sono abbondantemente finiti – scrive Capone-. Quando la Divina parla a più voci o, peggio, si ripiega su sé stessa generando contrapposizioni ne esce irrimediabilmente danneggiata e ridimensionata. Questo è un lusso che su tematiche vitali come la sanità, la viabilità, la gestione dei rifiuti non possiamo permetterci”.

“Sul fatto che il depuratore consortile possa rappresentare una valida soluzione per il problema dell’inquinamento del nostro mare non v’è dubbio alcuno. Come condivido l’invito a non alimentare un clima da caccia alle streghe: questo a partire da noi sindaci. Noi per primi non dobbiamo contribuire ad alimentarlo spingendoci a dare discutibili interpretazioni sulla provenienza o sulla conformazione di materiali trasportati dalle correnti marine pur di attribuire arbitrariamente ad altri colpe non attribuibili”.

“È importante in questa fase non rincorrere le polemiche di chi, anteponendo la propria visibilità al danno d’immagine che può arrecare alla propria comunità, finisce solo per gettare fango. Non siamo lontani da questo traguardo ed è fondamentale non disperdere le energie” – conclude Capone.

Redazione Web

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