Il Comitato Tuteliamo la Costiera Amalfitana è intervenuta con un comunicato, che riportiamo di seguito, sulla conferenza che si è tenuta ieri sulla questione depuratore.
“1. Nel 2014 era pronto (Amministrazione Antonio Della Pietra) un progetto definitivo di
depuratore, molto simile nella tecnologia a quello consortile presentato ieri, che aveva il
grande difetto di essere stato localizzato a Costa d’Angolo, non gradita a qualcuno; infatti
per evitare quella realizzazione l’amministrazione successiva dell’attuale sindaco Antonio
Capone (2015-2020) non permise di utilizzare quel finanziamento.
2. A distanza di 7 anni ci hanno presentato uno studio di fattibilità con la medesima tecnologia però ‘confinato’, secondo loro, nel Demanio, area ad valore ambientale. In questo caso, in più sconquasseranno l’intero territorio comunale per ‘sperimentare’ la loro soluzione e deturperanno definitivamente l’area del Demanio.
3. La condotta sottomarina progettata dall’Ausino è stata liquidata, anche dallo stesso Ausino, con considerazioni tranchant che vanno puntualmente e nuovamente analizzate da altri tecnici meno ‘interessati’ alla soluzione depuratore. Tra l’altro le mappe mostrate dal
‘gladiatore’ Cavaliere (definizione data all’architetto durante la conferenza da un proprio
sodale) sono state negate al comitato dal Sindaco di Maiori, che aveva dichiarato di non
avere contezza di quello che la provincia stava facendo, mentre ieri ha platealmente
dimostrato che non ha ingannato il Comitato ma, negli ultimi cinque anni, ha PRESO PER I
FONDELLI L’INTERA POPOLAZIONE DI MAIORI, negando il coinvolgimento degli altri
comuni finanche ai consiglieri comunali e predisponendo per la città una scelta obbligata
che ieri è stata presentata come irreversibile, ma ciò non è vero.
4. Hanno mentito sulla fattibilità della condotta parlando di una inesistente zona SIC a mare, mentre ieri hanno parlato di costi inaccessibili perché hanno preso altre direzioni: ma
vogliono arrivare a Salerno passando per Messina? Sono inoltre colpevoli di non averla
presa in considerazione nel 2016 quando avrebbe dovuto servire solo Maiori e Minori
soggiacendo a pressioni esterne di natura politica e tecnica interessate solo ad un
obiettivo: spendere soldi per il depuratore ma non risolvere il problema della depurazione.
Non hanno tenuto conto però che poiché la città non è stata informata in cinque anni di quanto si andava predisponendo né il Consiglio Comunale ne è stato reso edotto, adesso la parola deve passare ai MAIORESI;a loro spetta esprimersi non ad una amministrazione al lumicino della credibilità, anche per la esclusione dalla maggioranza dell’assessore Ruggiero e dei 249 voti che rappresenta.
Chiediamo al sindaco Antonio Capone, a capo di una amministrazione che è espressione ormai minoritaria nella città di Maiori, di rendere conto ai suoi cittadini del suo inqualificabile comportamento, del silenzio di questi anni, del potenziale e irreversibile danno economico che questa scelta scellerata sta per arrecare all’intera città di Maiori.
