Decadenza per incompatibilità del consigliere Domenico Umberto Ferraioli, figlio del compianto sindaco Raffaele. Lo ha stabilito, nella seduta di lunedì, il consiglio comunale di Furore.
La decadenza è avvenuta per la presenza di una lite pendente del consigliere contro l’ente comunale, causa di incompatibilità della permanenza dello stesso nell’assise, ai sensi del primo comma dell’art.69 del Testo Unico sugli Enti Locali: questa è relativa alla richiesta di pagamento del pagamento dell’indennità di funzione, rivendicata dall’ex Sindaco Raffaele Ferraioli (e ora dagli eredi), durante i suoi ultimi due mandati da sindaco, dal 2009 al 2019.
Una somma, quest’ultima, che il sindaco che aprì le porte al turismo a Furore avrebbe voluto impiegare, secondo i suoi eredi, per progetti di rilevanza pubblica.
Dunque, la lite pendente non riguardava direttamente il consigliere decaduto, ma suo padre, già primo cittadino del comune costiero, e si era “trasmessa” in seguito alla costituzione in giudizio dei suoi eredi.
L’iter che ha condotto alla decadenza di Ferraioli è stato lungo e travagliato: la costituzione in giudizio, infatti, aveva fatto emergere, nel consiglio comunale del 3 Aprile, l’incompatibilità, poi contestata nuovamente, in seguito alla sua mancata risposta sul punto, nella seduta del 29 Maggio.
Superata la quale, l’iter disciplinato dal Tuel prevede la concessione di dieci giorni per rimuoverne la causa: non essendo cambiato lo status quo della situazione, il consiglio di lunedì l’ha sancita definitivamente.
L’addio di Ferraioli all’assise non poteva non causare un ulteriore scontro tra maggioranza ed opposizione, i cui rapporti, a Furore, sono particolarmente compromessi.
Particolarmente critica nei confronti del sindaco la capogruppo di minoranza Antonella Marchese, che nell’ultimo consiglio comunale ha abbandonato l’aula per protesta, attribuendo all’amministrazione la piena responsabilità della mancata risoluzione della controversia e della successiva decadenza del consigliere.
Che, dal canto suo, ha ringraziato l’intero gruppo consiliare di minoranza per il lavoro svolto, invitando a proseguire fino alle prossime elezioni di giugno 2024, l’azione di dura opposizione nei confronti della giunta in carica.
Una dura nota, quella del capogruppo di opposizione, cui è seguita una replica del sindaco sulla pagina istituzionale del Comune di Furore. Le responsabilità della decadenza di Ferraioli jr, secondo Milo, non sarebbero da attribuire all’amministrazione, che avrebbe concesso all’ormai ex consigliere tutte le garanzie necessarie.
Il consigliere Ferraioli proseguirà la controversia legale (e quella civica) fuori dal Consiglio, raccogliendo l’eredità ideale di suo padre.
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