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Chi è Dario Falvo l’agente scampato alla strage di Capaci: storia vera

Gli attentati a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino hanno rappresentato una delle storie più nere della prima Repubblica. Infatti, a perdere la vita non sono stati soltanto i due magistrati che si impegnarono nella lotta contro la criminalità organizzata.

Nell’attentato persero la vita anche alcuni agenti che facevano parte della scorta dei giudici. Fra questi c’erano anche Vito Schifani, Emanuela Loi e altri che sono stati definiti veri e propri eroi, pagando con la loro stessa vita una delle cronache più inquietanti della storia del nostro Stato.

Chi è Dario Falvo

È proprio in questo quadro che si inserisce la figura di Dario Falvo, che è ispettore superiore di polizia presso la Questura di Rimini. Dario Falvo è un uomo di spicco, che è entrato in polizia a 20 anni, nel 1986, inizialmente soltanto come agente ausiliario.

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Attraverso il servizio di leva poi sceglie il percorso che lo porterà per tutta la sua vita a segnare una carriera brillante. Quando Dario Falvo ha finito di essere agente ausiliario era il 1988 e c’era in corso il cosiddetto maxi processo, che riportò l’attenzione su Palermo e su Falcone e Borsellino.

Le autorità centrali della polizia di Stato decidono di riorganizzare gli schieramenti all’interno del Paese e scelgono alcuni giovani poliziotti da inserire in Sicilia e in particolare a Palermo. Dario così è partito anche lui per questa nuova “missione” e decise di andare all’ufficio scorte. È proprio qui che ha conosciuto Antonio Montinaro.

Dario Falvo nella storia di Giovanni Falcone

Bisogna ricordare in tutto questo che nel frattempo, siamo nel 1989, ci fu un attentato all’Addaura, che comunque non andò a buon fine. Però si cercarono ancora cambiamenti interni per rafforzare la scorta di Falcone e la scorta del giudice fu inglobata nella squadra mobile.

Si scelsero per l’occasione degli uomini giovani, molto preparati e dotati di grande spirito di determinazione. È proprio in questa situazione di riorganizzazione che Dario Falvo ebbe l’occasione di fare un colloquio con Giovanni Falcone. Aveva 23 anni e, come lo stesso Dario ha riferito, non era facile trovarsi davanti ad un giudice dello spessore di Falcone.

Allo stesso tempo il poliziotto provava un senso di orgoglio ed era consapevole del lavoro che lo aspettava. Sapeva benissimo di essere entrato in un gruppo scelto, molto importante anche per il ruolo che si doveva svolgere per proteggere un personaggio di così grande notorietà.

Falvo si ritrovò ad indossare il giubbotto antiproiettile e il mitra e a fare i suoi giri nella città di Palermo. Nel 1991, quindi, assunto il nuovo ruolo, il poliziotto di cui stiamo parlando ha lasciato il gruppo delle scorte e non era assolutamente facile per lui lasciare il ruolo precedente, anche perché aveva svolto per molti anni quest’altro suo compito.

Gianluca Rini

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