Da Minori la lettera aperta di una mamma al premier Conte contro la didattica a distanza

One student do their homework with laptops on your home, Italy, Genova 26 March 2020. As a precautious measure against the spreading of the pandemic COVID-19 disease caused by the SARS-CoV-2 coronavirus, schools and universities are closed and teaching has been diverted to cyberspace in Italy. ANSA/LUCA ZENNARO

Dopo lo sfogo della giovane docente di Salerno contro la didattica e distanza e la chiusura delle scuole, in redazione arriva un’altra lettera, questa volta firmata da una mamma di Minori e indirizzata al Presidente Conte.

“Egregio Presidente Conte,

la prego, intervenga con tutto il potere che è nelle sue competenze, impugni l’ordinanza del Presidente De Luca, faccia in modo che i nostri figli tornino a scuola.

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Solo chi non è passato per la DAD, che pure in primavera è stato strumento necessario, non può capire che abominio sia stata per i nostri bambini. Ora si ritrovano con lacune impressionanti (mia figlia è in terza elementare ma ancora si confonde tra addizione e moltiplicazione con il riporto), sono ritornati tra i banchi, già 10 giorni in ritardo rispetto alla data ufficiale di apertura, con un entusiasmo commuovente e poi subito a casa.

Lei aveva detto che le ultime a chiudere sarebbero state le attività produttive e le scuole; il ministro Speranza aveva detto che si parla troppo di calcio e poco di scuola. In Campania è avvenuto l’esatto contrario! Lei aveva ribadito che non ci sarebbe stato un altro lockdown generale, ma la creazione di tante piccole zone rosse mirate e localizzate. In Campania è avvenuto il contrario!

Nessuno nega che in alcune zone del napoletano è presente una densità abitativa tra le più alte in Europa dove un eventuale focolaio andrebbe fuori controllo, ma la Campania non è solo Napoli!

Ci siamo anche noi che abitiamo in costiera amalfitana, dove, da Vietri sul Mare a Positano, si registrano casi che si contano sulle dita di una mano. Dove abbiamo piccole scuole dell’Infanzia, Primarie e Secondarie di 1 grado con un’utenza esclusivamente locale. Dove non c’è necessità di trasporto pubblico per gli spostamenti.

E come noi, sul territorio campano esistono centinaia di comuni rispondenti alle stesse caratteristiche.

Perché un’ordinanza così punitiva per tutti? Perché non creare zone rosse? Perché non limitare le misure solo alle secondarie di 2 grado i cui alunni sono interessati dal sovraffollamento dei mezzi pubblici?

Io mi rifiuto di veder crescere i miei figli ignoranti, di essere sempre il fanalino di coda. Non voglio dovermi vergognare per la mia provenienza.

Perché nelle altre regioni le scuole non si chiudono? Perché nelle altre nazioni le scuole vengono lasciate aperte?

Io ne ho proprio la misura piena di essere trattata sempre come cittadina di serie B.

La ministra Azzolina ha parlato di decisione gravissima sulla può intervenire solo il governo.

La scuola è un diritto per i miei figli; caro Presidente faccia in modo che ci possano tornare.

La paura più grande al momento è che a questi 15 giorni se ne aggiungano altri 15 e poi ancora 15.

E no! Non ci possiamo stare!

Mai come stavolta ho la bruciante sensazione di aver sbagliato a votare alle ultime elezioni. Che delusione!

La prego intervenga, faccia tornare i nostri figli a scuola.

Cordialmente,

Gabriella Savastano (mamma di Giuseppe- 1 media e Viola-3 elementare)”