La seconda stagione di Cuori si preannuncia ricca di colpi di scena. In queste ore, infatti, sono state rivelate alcune clamorose indiscrezioni.
La squadra di protagonisti della prima stagione, composta da Daniele Pecci, Matteo Martani e Pilar Fogliati, è pronta a tornare in azione. Questi ritorni sono accompagnati da nuovi volti che arricchiranno la trama: tra le nuove presenze spiccano Alessandro Tersigni, noto per “Il Paradiso delle Signore“, e Paolo Conticini. Queste nuove entrate sono destinate a introdurre ulteriori dinamiche e trame avvincenti.
Il contesto in cui si svolge “Cuori 2” è l’ospedale Molinette di Torino nel 1967. La serie si ispira alle esperienze del cardiochirurgo Angelo Actis Dato e Achille Mario Dogliotti, pionieri nel perfezionamento dell’applicazione della macchina cuore-polmone per la circolazione extracorporea.
Sebbene la trama sia prevalentemente frutto della creatività degli sceneggiatori, “Cuori” ha il merito di illustrare un periodo cruciale per la medicina, con riferimenti a casi medici reali. A offrire preziosi contributi dietro le quinte, troviamo il cardiochirurgo Guglielmo Actis Dato, figlio di Angelo.
Una delle peculiarità di “Cuori” è la fedele riproduzione degli ambienti ospedalieri dell’epoca. Per raggiungere un tale grado di autenticità, il team si è ispirato al documentario “Il caso 127” del 1959, in cui il vero Dogliotti presentava le Molinette.
Questa attenzione ai dettagli ha permesso di immergere il pubblico in un’atmosfera realistica, portandolo indietro nel tempo. La fedeltà storica è ulteriormente accentuata dall’uso di strumenti ospedalieri e attrezzature chirurgiche originali degli anni ’60.
“Cuori” non si limita a narrare drammi medici, ma evidenzia anche gli importanti progressi della cardiochirurgia tra gli anni ’50 e ’60, sottolineando il contributo essenziale dei medici italiani all’epoca.
Questa fedeltà storica è stata resa possibile grazie all’utilizzo di strumenti e oggetti dell’epoca. Una donazione significativa da parte di Angelo Actis Dato a un museo universitario ha permesso di ricreare accuratamente le ambientazioni dell’ospedale Molinette del 1967.
Tra gli oggetti, spicca la macchina cuore-polmone per la circolazione extracorporea. Per far funzionare queste preziose reliquie, Guglielmo Actis Dato ha avuto il supporto di Gino Lavista, il perfusionista di suo padre, come rivelato dal cast durante un’intervista.
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