Il Ministero della Transizione Ecologica ha varato il Piano nazionale di contenimento dei consumi di gas naturale che resterà in vigore fino al 31 marzo 2023.
E’ quanto riporta il quotidiano “La Città” di Salerno nell’edizione odierna.
Si tratta di un documento, quest’ultimo, che fa ritornare dopo quasi mezzo secolo l’Italia ufficialmente in austerity: stavolta, a differenza di quanto accadde nel 1973, il sacrificio riguarderà il consumo di gas.
«Il conflitto tra Russia e Ucraina – viene evidenziato nel Piano – tenuto conto dell’importante ruolo svolto dal gas russo nella copertura del fabbisogno nazionale di gas naturale (circa il 40% nel 2021, con 29 miliardi di Smc su 76 miliardi di Smc di gas consumati) ha posto la necessità di adottare misure d’urgenza per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti nazionali».
Da come si evince, inoltre, nel documento, le misure riguarderanno la massimizzazione della produzione nazionale di energia elettrica, attraverso l’uso di combustibili diversi rispetto al gas, l’accelerazione della transizione verso le energie rinnovabili, le misure di contenimento nel settore del riscaldamento, ed una serie di raccomandazioni finalizzate all’adozione, da parte della cittadinanza, di comportamenti di consumo più virtuosi.
Anche le industrie saranno invitate ad una razionalizzazione dei consumi, facendo, però, attenzione a salvaguardare i settori strategici che prevedono, in ogni caso, un elevato utilizzo del gas naturale per poter funzionare.
Tra gli “accorgimenti” maggiormente impattanti sulla vita dei cittadini sarà la riduzione della durata di accensione dei sistemi di riscaldamento per 15 giorni l’anno.
La Costiera Amalfitana, e più in generale Salerno e la sua provincia, rientrano nella zona C, quella con gradi-giorno compresi tra 901 e 1400.
In base alle nuove misure, risulta che nel nostro territorio i riscaldamenti di tipo centralizzato potranno restare accesi per 9 ore giornaliere, dal 22 novembre al 23 marzo, differentemente da quanto accadeva in passato, quando i termosifoni si accendevano dal 15 novembre al 31 marzo.
Ulteriori risparmi, in base a quanto stabilito dal Governo, potranno conseguirsi con misure comportamentali che richiedono investimenti anche piccoli da parte degli utenti, ad esempio con la sostituzione di elettrodomestici e climatizzatori a più elevato consumo con quelli più efficienti.
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