Covid, nuovo Dpcm: ecco cosa potrebbe cambiare dal 4 dicembre

Dovrebbe entrare in vigore entro il 4 dicembre il nuovo Dpcm che sostituirà, di fatto, quello in vigore fino al 3 dicembre.

Il testo, firmato dal premier Giuseppe Conte, è un documento molto atteso dal momento che ci darà le regole per trascorrere le festività natalizie.

Sandra Zampa, sottosegretaria alla Salute ha affermato che “Saremo molto severi, non possiamo permettere che si riveda il film dell’estate”. Presumibilmente, dunque, non vedremo certamente scene quali viaggi tra regioni, ma anche comuni, per far visita ai parenti ed agli amici, se non in casi eccezionali previsti proprio dal DPCM Natale.

Vediamo allora quali potrebbero essere i punti cardini del nuovo Dpcm di dicembre:

Spostamenti tra le regioni solo in casi eccezionali

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Poiché durante il periodo di Natale si verifica un vero e proprio esodo dalle regioni del Nord a quelle del Sud, ma anche verso le mete sciistiche del Nord Italia, il governo starebbe pensando a una serie di casi specifici in cui è consentito lo spostamento tra le regioni, per consentire da un lato ai familiari di di rivedersi, ma dall’altro evitando flussi consistenti che farebbero aumentare i contagi.

Zone rosse provinciali

Si torna ancora a parlare di zone rosse provinciali all’interno di regioni in fascia gialla. Un’ipotesi di cui si sarebbe discusso nell’ultima riunione della cabina di regia, che attribuirebbe alle regioni stesse il compito di individuare le aree con le maggiori restrizioni.

I negozi

Probabilmente alle attività commerciali potrebbe essere consentito di prolungare l’orario di apertura fino alle 22, per evitare assembramenti durante il giorno e consentire l’ingresso scaglionato in maniera più agevole. Il tal modo sarebbe consentito ai cittadini fare i regali di Natali limitando i pericoli per la salute pubblica. Da valutare l’apertura nei fine settimana dei centri commerciali.

Bar e ristoranti

Anche per bar e ristoranti si starebbe valutando l’ipotesi di apertura fino alle 22, con importanti restrizioni come il numero massimo di 4 persone per tavolo. Improbabile che ciò avvenga nelle zone rosse, dove forse non sarà permesso neanche aprire a pranzo.

Scuole e università

Le scuole dovrebbero restare chiuse così come le università almeno fino al 7 gennaio.