Foto ANSA / CIRO FUSCO
Il Covid sembra aver ripreso la sua corsa in tutta Italia ed anche nella nostra regione Campania. I dati Gimbe che monitorano l’andamento della pandemia confermano la tendenza alla risalita dei casi in Campania.
Nella settimana 16-22 marzo, si registra infatti un chiaro peggioramento per i casi attualmente positivi per 100mila abitanti (2.630) e si evidenzia un aumento dei nuovi casi (45,5%) rispetto alla settimana precedente.
Per quanto riguarda le province, la situazione più grave si sta registrando in provincia di Avellino dove si tocca quasi il 70% di incrementi rispetto alla passata settimana. Sono fortunatamente ancora sotto soglia di saturazione i posti letto in area medica (14,8%) e in terapia intensiva (5,7%) occupati da pazienti Covid-19.
Avellino 1.458 (+68,6% rispetto alla settimana precedente);
Benevento 1.244 (+42,6% rispetto alla settimana precedente);
Caserta 1.062 (+37,2% rispetto alla settimana precedente);
Salerno 942 (+42,8% rispetto alla settimana precedente);
Napoli 792 (+45,8% rispetto alla settimana precedente).
Per il governatore della Campania Vincenzo De Luca non ci sono dubbi, senza adeguate misure contro il Covid l’Italia sarà presto costretta a chiudere di nuovo.
De Luca, che si trovava a Pozzuoli, ha riferito che la decisione del Governo di eliminare il Green Pass a partire dal 31 marzo è avventata.
«Il Green Pass sui mezzi di trasporto dev’essere mantenuto, non è possibile che sulle metropolitane e sui mezzi pubblici rompiamo le righe. E’ evidente che, se continuiamo così, fra un mese dovremo richiudere l’Italia. Almeno sui luoghi di assembramento portiamo la mascherina, al di là di quello che decide il Governo. Ricordo sempre che in Campania è rimasto l’obbligo. Allora un po’ di senso di responsabilità, capisco che può essere un piccolo fastidio, ma meglio questo piccolo fastidio che rialimentare il contagio Covid».
Per il presidente della Regione Campania bisogna dunque essere prudenti altrimenti tra due mesi ci si ritrova al punto di partenza, si riaccende il contagio e si ricomincia daccapo con le chiusure.
«Allora al di là delle vaccinazioni che devono continuare, e la quarta dose dev’essere introdotta, l’uso della mascherina, che non è un grandissimo sacrificio, dev’essere generalizzato per chi si è vaccinato e chi non si è vaccinato. Prendiamo il caso delle scuole, dove abbiamo ragazzi che quando stanno in classe hanno la mascherina, poi quando entrano ed escono c’è assembramento di centinaia di ragazzi. I ragazzi tornano in famiglia e cominciano a ricontagiare le persone anziane».
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