Quanto costava mangiare una pizza negli anni ’90? Scopriamolo insieme!

La pizza è sicuramente tra gli alimenti preferiti non solo dai campani ma anche dagli italiani ed è apprezzata in tutto il mondo.

Ad oggi acquistare un pizza a Napoli costa dai 5 euro per l’asporto fino ad arrivare ad una decina di euro se, invece, la si mangia seduti comodamente al ristorante.

Le cose però erano molto diverse negli anni Ottanta e Novanta quando bastavano poche lire per acquistare la pizza.

Napoli, quanto costava una pizza negli anni ’90

La pagina Facebook Nostalgia 90 ha pubblicato un listino prezzi di una pizzeria negli anni Novanta. Ebbene a Napoli la pizza più economica, la Marinara, costava 2000 lire, una Margherita invece 2500 lire. Per l’altra “classica”, la salsiccia e friarielli, si doveva pagare 4500 lire.

Come riporta Vesuvio Live, poi, il pezzo più economico in assoluto era la pasta cresciuta, ossia la zeppolina, che si pagava 150 lire; con 50 lire in più si poteva comprare lo scagliuozzo, il triangolino di polenta fritto. Da notare la differenza di prezzo tra acqua naturale e frizzante: la prima 1200 lire, la seconda 1800.

A guardare le cifre, probabilmente è più plausibile che si tratti di un prezzario degli anni Ottanta, a meno che non si riferisse ad una pizzeria particolarmente popolare di provincia dei primi anni ’90.

Tanti poi i commenti sotto il post del prezzario. Una donna ha scritto che nella sua pizzeria negli anni ’90 una pizza Margherita costava dai dalle 5000/6000 lire; un uomo invece afferma che “Negli anni 90 direi di no. Io mi ricordo Margherita con coca e coperto circa 10000lire”. Un ragazzo invece dice: “Io vivo in provincia di Napoli, la Margherita costava 2.500 lire, ancora a fine anni ’90”.

Altri tempi altri prezzi insomma. Ad oggi, come detto, il costo di una pizza da asporto varia da un minimo di 5 euro ad un massimo di 10 euro, a seconda del condimento utilizzato. A gravare poi sul bilancio familiare attualmente è anche l’inflazione che ha fatto aumentare i prezzi delle materie prime.

Redazione Campania

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