Territorio

Costa d’Amalfi, un inferno per i lavoratori stagionali. La testimonianza di una lavoratrice a Fanpage

La Costiera Amalfitana? Un paradiso per i turisti (seppur tra tanti disservizi) ma un vero e proprio inferno per i lavoratori, soprattutto quelli stagionali.

E’ quanto si evince leggendo la testimonianza che una donna laziale, originaria della Costiera, alla ricerca di lavoro, ha rilasciato alla testata Fanpage.

Una vicenda piuttosto comune a molti lavoratori – spesso in nero e senza diritti – che operano durante la stagione estiva nelle strutture della Divina: molti di loro, purtroppo, non riescono a trovare un alloggio dignitoso commisurato al loro (il più delle volte magro) stipendio.

“Io vivo nel Lazio ma sono originaria della Costiera Amalfitana – racconta Shanti a Fanpage – In questi giorni sono tornata in Costiera perché avevo ricevuto diverse offerte di lavoro nel settore alberghiero, come cameriera ai piani in hotel e addetta alle pulizie e alle colazioni negli affittacamere. Le offerte di lavoro mi sono state in effetti confermate una volta incontrati di persona i titolari, mi è stato però impossibile accettarle, in quanto nessuno di questi posti di lavoro prevede l’alloggio, ed è praticamente impossibile trovarne uno. Non solo sulla Costa, ma anche nelle località più interne collegate con ore di pullman alla Costa, ad esempio Agerola”.

Se, infatti, le località dell’entroterra consentono di trovare abitazioni in affitto a prezzi relativamente più vantaggiosi, dall’altro il costo in termini di tempo per raggiungerle, e di stress per i lavoratori già stremati da turni spesso massacranti, risulta assolutamente insostenibile.

“A Positano a 350 euro, ovvero un terzo dello stipendio, e in nero mi è stato offerto un alloggio da film dell’orrore – continua la lavoratrice laziale nella sua lettera a Fanpage – una stanzetta minuscola costruita abusivamente infuocata dal sole, in un luogo dove abitano tanti altri lavoratori ammassati in condizioni igienico sanitarie indecorose, fuori paese. Pare che in tutta la Costiera ci sia il racket degli alloggi per lavoratori. Per aggirarlo molti stranieri affittano appartamenti ad Agerola e dintorni in cui si ammassano in tanti, per poi farsi 5 ore al giorno di pullman, tra andata e ritorno, e andare a lavorare a Positano. Dove potrebbero peraltro facilmente costruire dei dormitori puliti, anche con letti a castello, come si è sempre fatto in passato”.

La soluzione adottata da molti lavoratori, come ripiego, è quella di noleggiare un alloggio transitorio ad Agerola.

La città da cui si diparte il sentiero degli Dei, però, dista un’ora di autobus da Amalfi, e due ore e mezza da Positano.

“Ho chiesto alla titolare di un albergo di Positano se le sembrasse giusto che le ragazze ucraine che ha assunto per le pulizie, oltre che fare un lavoro faticosissimo, senza giorni liberi, dalla mattina al tardo pomeriggio, per sette giorni su sette, fossero anche costrette a viaggiare cinque ore ogni giorno, sballottate su strade tutte curve, e mi ha risposto che funziona così – ha, poi, continuato sbigottita Shanti nel suo racconto – Nessuno che abbia trovato a Positano il modo si alloggiare dignitosamente e senza sottrarre loro buona parte dello stipendio, quei lavoratori già sottopagati e costretti a turni massacranti 7 giorni su 7, senza i quali il turismo a Positano e in Costiera non sarebbe possibile? Non mi capacito che nessuno indaghi per sapere dove vanno a dormire i lavori sfruttati la cui sicurezza è dignità non hanno valore”.

Dunque, l’auspicio è che si incrementino le verifiche ed i controlli necessari a garantire ai lavoratori del settore maggiori garanzie nella ricerca di un alloggio e nel sostenimento delle spese per l’affitto, tutelando, contemporaneamente, anche la necessità degli imprenditori di garantire la presenza costante di personale presso le loro strutture.

Andrea Bignardi

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