Cosa resterà di questi anni ’80, cantava Raf al Festival di Sanremo del 1989. Non può venire alla mente pensiero diverso, visto che da poche ore ci siamo lasciati alle spalle il 74° Festival della Canzone Italiana. Ebbene, trentacinque anni fa si tiravano già le somme di un decennio che, invece, ancora non aveva espresso pienamente la sua portata rivoluzionaria: la caduta del Muro di Berlino, il 9 Novembre dello stesso anno, mise fine al “secolo breve” ed aprì le porte al nuovo millennio, alla corsa verso la globalizzazione e la digitalizzazione. Il 1988 fu l’ultimo anno del “vecchio mondo”, quello del vero ‘900, con il globo diviso in due blocchi contrapposti da una Guerra Fredda che andava ormai scemando.

Il 1988 fu per l’Italia uno degli anni più fiorenti di sempre, quanto a crescita economica:  un clima allegro e vitale avvolgeva anche la Costiera Amalfitana, già meta turistica rinomata, ma ancora non schiacciata dall’overtourism, quello che emerge dagli scatti di Keld Helmer-Petersen (1920–2013), fotografo danese che ebbe buon successo in patria e in ambito internazionale, grazie alle foto a colori realizzate intorno la metà del Novecento.

 

Proprio in quell’anno visitò la Costiera Amalfitana e alcuni luoghi vicini, in primis Paestum e Capri. Alloggiò tra Scala e Ravello, all’Hotel Palumbo: dalla location del suo viaggio “amalfitano” e dal “terrazzo” naturale sul golfo avrà modo di scattare una serie di immagini della città della musica, ritraendo anche il tratto costiero in direzione Minori-Maiori e viceversa.

Durante le sue visite, l’obiettivo fotografico fu rivolto anche ad alcuni luoghi di Amalfi, Atrani, Ravello e Scala.

Grazie alla Collezione digitale della Biblioteca Reale di Danimarca (Det Kongelige Bibliotek), possiamo ammirare la “Divina” sul finire degli anni ottanta del ‘900. Un periodo, molto vicino al nuovo millennio, vissuto e ricordato da tanti ancora in vita; testimonianza di vita amalfitana mediante immagini suggestive. Buon fine settimana dal gruppo Cava storie!