Costa d’Amalfi: a Minori il più grande impianto di trasformazione di limoni d’Italia

Buone notizie per tutti i produttori di limoni della Costa d’Amalfi. Da qui a quattro anni il processo di espansione degli areali, attualmente in corso in tutta Italia, porterà ad un importante incremento della produzione nazionale.

La tendenza alla crescita di volumi sia di prodotto estero che di prodotto nazionale, ha spinto l’Op Costieragrumi di Minori a sviluppare un piano industriale di lungo periodo con un investimento di circa 7 milioni di euro per la costruzione a Minori del più grande impianto di trasformazione dei limoni (4mila metri quadrati) esistente in Italia.

“Il più grande impianto di trasformazione dei limoni entrerà in funzione tra un anno e produrrà succo di limone congelato da distribuire soprattutto al canale Horeca (alberghi e ristoranti) – ha dichiarato con entusiasmo Carlo De Riso, presidente dell’ Op Costieragrumi – mentre sulla prima scelta continueremo a lavorare con la Grande distribuzione organizzata. In sostanza puntiamo ad aumentare il mercato alternativo alla Gdo e per fare ciò stiamo espandendo anche gli areali con un obiettivo del 30% in più già entro il 2019”.

Anche per questo, l’Azienda Limoni La Costiera, sta puntando a raddoppiare la superficie di limoni Bio coltivata in tutt’Italia da qui a 5 anni per passare dal 30% a oltre il 50% della produzione di prodotto certificato.

“La campagna quest’anno – spiega invece Ferdinando Vinaccia, titolare dell’azienda agricola Limoni La Costiera – è un po’ più travagliata dell’anno scorso anche per via della maggiore presenza di prodotto spagnolo, ad inizio campagna, che era di buona qualità. I prezzi, tutto sommato reggono e il Verdello viene venduto a 1,30-1,40 euro al chilo. Buoni volumi per il primo fiore siciliano anche se, complessivamente, il clima particolarmente avverso dell’inverno ha condotto ad una qualità leggermente inferiore rispetto all’anno scorso”.

A gravare sulla produzione di quest’anno in Costa d’Amalfi è stato sia il freddo invernale che la siccità, senza tralasciare i danni derivati dall’attività di soccorso per spegnere gli incendi hanno determinato un calo della nostra produzione (circa 1,2 milioni di Kg) del 40%. Solo nella zona di Maiori, dove il soccorso antincendio ha interferito sull’attività di raccolta, abbiamo perso un migliaio di quintali di prodotto, ossia la metà di quanto raccogliamo in quella zona.