Costa d’Amalfi: dopo il maltempo volontari all’opera per rimuovere i pericoli

La pioggia annunciata per metà settimana inizia a mettere paura alla Costiera Amalfitana. Soprattutto dopo gli incendi di questa estate che hanno distrutto decine di ettari di macchia mediterranea. Ed è in particolare nelle zone interessate dai roghi che persistono pericoli per la pubblica incolumità. Come ad esempio tronchi d’albero e arbusti arsi dalle fiamme ma rimasti mestamente sui fianchi delle montagne. A Maiori per evitare danni alle auto sono all’opera i volontari della protezione civile che stanno procedendo alla rimozione dei pericoli incombenti. Tutti sovrastanti la statale 163 che unisce Vietri a Positano. Ad accorgersi della pericolosità di arbusti e tronchi sono stati proprio i volontari della protezione civile in un giro di perlustrazione all’indomani del nubifragio di sabato notte. E proprio in corrispondenza della pinetina presa di mira lo scorso mese da piromani senza scrupoli erano evidenti sull’asfalto le tracce di fango, pietrame e sterpaglia. Da qui l’intervento immediato sul fianco della montagna dalla quale sono stati rimossi numerosi tronchi abbattuti pronti a scivolare sulla sede stradale. Sulla strada della vergogna invece, e cioè quella la SP1 Ravello-Tramonti ufficialmente chiusa da tre anni esatti, tutto rimane invariato con le nuove colate di pomice che ormai ostruiscono la carreggiata. Lì in quella zona, dove la montagna ha vomintato nuovamente centinaia di metri cubi di materiale piroclastico, di fango e detriti, la scorsa notta sono rimasti bloccati con la loro vettura alcuni turisti danesi. In molti, ora si chiedono: che fine ha fatto il progetto di risanamento annunciato dalla comunità montana a qualche giorno dal voto per il rinnovo del consiglio regionale? “Oggi saremo in regione per discuterne con l’assessore Angoli – fa sapere il sindaco di Scala, Luigi Mansi – Insieme ragioneremo sulla possibilità di finanziare quel progetto senza il quale il territorio, già in ginocchio, rischia il collasso”.