Le Iene con un servizio dall’India sono tornate ad occuparsi della questione della fast fashion. In particolare il programma TV si è soffermato sui danni ambientali e umani che questo fenomeno della moda basato sulla fast fashion, i vestiti a basso prezzo, può provocare in tutto il mondo. È stato inviato Nicola Barraco a mostrare quali sono i processi di lavorazione aggressivi e molto inquinanti, oltre che le condizioni di sfruttamento nelle quali vengono implicati anche i bambini.
È proprio attraverso questo sistema di lavorazione così particolare che i vestiti possono arrivare a bassissimo prezzo sui mercati anche occidentali. Il processo della fast fashion è uno dei più discussi nell’ambito della moda, proprio per il grande impatto ambientale che questa produzione è in grado di determinare. Infatti con la fast fashion ci si riferisce ad un metodo di produzione di abiti di bassa qualità, che vengono venduti a prezzi molto bassi. Ma cerchiamo di approfondire di più che cos’è la fast fashion e quali sono le tendenze dei consumatori in questo senso.
Uno dei cosiddetti “punti di forza” della fast fashion consiste nel lancio di nuove collezioni in tempi molto brevi. È la stessa strategia che viene utilizzata dalle grandi catene che spesso operano all’interno dei grandi centri commerciali.
La fast fashion sa cogliere le ultime tendenze del momento, vendendo i capi di abbigliamento ad un prezzo molto conveniente. I consumatori sono molto attenti a queste tendenze, perché sono delle persone a cui piace vestire con un certo stile e che danno un’importanza fondamentale non soltanto a cosa si indossa, ma anche al lato più emozionale della moda.
Molte persone acquistano i capi realizzati con la fast fashion soltanto perché non hanno un alto budget da spendere. Altri invece si rivolgono a questi acquisti perché hanno il bisogno di cambiare spesso il loro guardaroba.
Il problema della fast fashion è costituito soprattutto dagli svantaggi che questo fenomeno può innescare. Infatti non dobbiamo dimenticare che rivendere l’abbigliamento a basso costo significa anche avere dei costi di produzione molto bassi.
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I lavoratori, infatti, spesso vengono sfruttati, non solo perché ricevono un salario molto basso, ma soprattutto per le condizioni lavorative in cui si ritrovano ad operare. E poi c’è un impatto ambientale da non sottovalutare, perché le produzioni sono molto inquinanti.
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Spesso i tessuti vengono scelti non curandosi dell’uso dei pesticidi che inquinano i fiumi e i terreni e molto spesso vengono scelti dei coloranti tossici o sostanze dannose per colorare o per sbiancare i tessuti.
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