Giornalista e conduttore televisivo di programmi d’inchiesta, Pierluigi Diaco oggi continua ad essere uno degli uomini che parla di mafia ed è attivo nella sua lotta. Lo abbiamo conosciuto in tanti anni di format anche per alcuni reality a cui ha partecipato.
In molti lo ricorderanno come uno dei naufraghi dell’Isola dei Famosi. Un’avventura alternativa che però è stata una parentesi divertente. Inoltre è stato concorrente a Caduta Libera. Ora invece lo vediamo nuovamente come conduttore di Ti sento, programma di Rai 2.
Pierluigi Diaco è un “bambino prodigio”, almeno ai nostri occhi, ma lo penserete anche voi dopo che vi parleremo della sua vita. Pensate che diventa giornalista ancora prima di arrivare alla maggiore età. Viene richiesto, nel 1995, lui è nato nel 1977, in una trasmissione di TMC. Il titolo era giovani-vecchi. Ebbe una prima visibilità, molto limitata, ma che mostrava doti insuperabile sul palco.
Il suo vero e proprio esordio nel piccolo schermo, su scala nazionale, avviene nel 2003 quando, Pierluigi Diaco, fa uno speciale su sé stesso per Sky. Finisce in radio come speaker, ma la carriera non finisce qui. Lo rivediamo in tanti altri programmi che sono anche d’inchiesta e in alcuni di divertimento. Si tratta di un uomo che ha lottato per le sue idee.
Nel 2015 ha poi trovato l’amore dal nome Alessio Orsingher. I due si sono poi sposati nel 2017 e pensate che ad essere l’officiante del rituale è Maurizio Costanzo, con cui Pierluigi Diaco ha lavorato e collaborato per il Maurizio Costanzo Show. Magari il suo nome non è sulla bocca di tutti, come capita con gli influencer, ma è un personaggio conosciuto.
Curiosi di sapere cosa facesse Pierluigi Diaco prima di diventare famoso? Potremmo dire che faceva il bambino. Non è un modo di dire, perché il suo primo libro, poiché la sua vita professionale parte come scrittore, è stato pubblicato intorno ai 14 anni. A 15 anni, precisamente nel 1992, Pierluigi Diaco diventa uno dei fondatori, cosa incredibile, del coordinamento dell’antimafia nella capitale, cioè a Roma.
Un ragazzo che non è mai stato tale, nel senso che mentre gli altri pensavano a divertirsi, ad uscire e a fare tutte quelle cose che si fanno tra ragazzi di quell’età, lui invece era concentrato su un fine più alto. La passione per la letteratura e per lo scrivere gli è stata trasmessa dalla madre. Lui era un bambino che si isolava, ma forse perché troppo sensibile, ed ha deciso di trasformare questa passione in una professione.
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