Coronavirus in Italia: il Sud salvato da chiusure, clima mite e basso inquinamento

Foto Angelo Anastasio

L’emergenza Coronavirus sta allarmando il mondo interno e l’Italia si trova a dover affrontare una delle sfide più difficili dal periodo del secondo dopoguerra.

A pagare maggiormente il prezzo in termini di contagi, di decessi e di saturazione degli ospedali è stato soprattutto il Nord Italia, in particolare Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

Il primo focolaio di Covid -19 si è proprio sviluppato in Lombardia, a Codogno, in Provincia di Lodi a fine febbraio, e si è poi esteso in tutto il Nord Italia. Al Sud, invece, la diffusione del virus è stata più lenta e meno virulenta.

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Probabilmente, se dopo l’annuncio del decreto “Io resto a casa” migliaia di persone non avessero abbandonato il Nord Italia per rifugiarsi al Sud, ai paesi natii, conteremo un numero di contagio ancora minori.

L’intero Mezzogiorno, inclusa ovviamente la nostra regione, costituisce l’area con meno contagi diagnosticati d’Europa in relazione anche ai numeri della popolazione.

Si tratta di un “successo straordinario”. Così lo ha definito il Consiglio superiore di Sanità che spiega che il successo del Sud Italia dipende da diversi fattori, primo tra tutti quello del blocco tempestivo delle attività.

Come scrive il quotidiano “Il Mattino”, infatti, il blocco delle attività quando al Sud c’era davvero un numero esiguo di contagiati ha consentito di stroncare sul nasce la diffusione del Coronavirus.

Ma ad incidere – da un punto di vista propriamente scientifico – sul risultato eccellente nella lotta al Covid-19 sono anche il clima mite, l’immunità genetica e, soprattutto, il tasso d’inquinamento.