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Come finisce Mameli – Il Ragazzo che sognò l’Italia: anticipazioni ultima puntata 13 febbraio

La miniserie Mameli – Il ragazzo che sognò l’Italia va in onda su Rai 1 lunedì 12 e martedì 13 febbraio. Per la regia di Ago Panini e Luca Lucini, la fiction storica è dedicata alla storia di Mameli, l’autore di quello che è destinato a diventare l’inno d’Italia. Goffredo Mameli, protagonista della produzione televisiva, è interpretato dall’attore Riccardo De Rinaldis Santorelli.

La trama della prima puntata

Nel 1847 Goffredo Mameli ha 19 anni e ad un ballo in un palazzo genovese incontra Geronima Ferretti, una marchesina. I due si innamorano subito e scoprono di avere gli stessi ideali. L’amore dei due ragazzi è ostacolato dalla madre della marchesina. Dopo la delusione subita, Goffredo incontra Nino Bixio ed entra a far parte della società segreta che si chiama Entelma.

Si dà così all’attivismo e alle organizzazioni di manifestazioni. Spinto dai suoi amici, scrive l’inno che poi diventerà quello italiano. Questa melodia fa da sfondo alla nota manifestazione dell’Oregina. Milano insorge contro gli austriaci e Goffredo e i suoi compagni lasciano la città.

Le anticipazioni della puntata di martedì 13 febbraio

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Nel primo episodio della puntata di martedì 13 febbraio di Mameli – Il ragazzo che sognò l’Italia viene filmato l’armistizio di Salasco e termina la prima guerra d’indipendenza. Goffredo e i suoi compagni sono delusi dalla sconfitta subita. Nino Bixio comunque non perde l’entusiasmo e Goffredo ha la possibilità di incontrare Mazzini. Insieme a Garibaldi parte per una spedizione a Roma. Qui il Papa è scappato e il popolo è riuscito a prendere il potere.

Nel secondo episodio, Goffredo Mameli lo ritroviamo tra coloro che sono autori della Costituzione della Repubblica Romana. In un’officina incontra Adele Baroffio, con la quale ha una storia passionale. La Repubblica viene distrutta dall’arrivo dei francesi e nel luglio del 1849 Goffredo Mameli muore proprio tra le braccia di Adele a causa di un’infezione riportata dopo essere stato ferito.

Come è nato l’inno nazionale

In una casa di Torino nel 1847 nacque l’inno nazionale italiano. Si trattava di alcune note scritte su un foglio su un cembalo. A cercare le note è il personaggio di Michele Novaro, che entrando di sera nell’abitazione, subito si siede al pianoforte. Veniva chiamato inizialmente il canto degli italiani, che Novaro trovò nei versi scritti dal suo amico poeta e patriota Goffredo Mameli.

Il canto degli italiani è stato adottato come inno nazionale della Repubblica Italiana nel 1946. Poi nel 2017, dopo la legge numero 181, il testo di Mameli, con le musiche di Novaro, è stato riconosciuto in maniera definitiva come inno nazionale.

Gianluca Rini

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