Massimo Troisi è uno di quei nomi che rimarrà nella storia della comicità napoletana nata e diffusa negli anni Settanta. Soprannominato il comico dei sentimenti è stato uno dei maggiori interpreti del cinema e teatro italiano. Ma sapete come è morto? Scopriamolo insieme, ma prima conosciamolo meglio.
Massimo Troisi, qualcosa sulla sua infanzia
Nato a San Giorgio Cremano, in provincia di Napoli, il 19 febbraio del 1953 Massimo Troisi era l’ultimo di sei figli. Il papà Alfredo era un ferroviere mentre la mamma Elena era una casalinga. Sin da quando era un bambino, Troisi cresce in casa insieme ai genitori, ai fratelli, ai nonni materni, a due zii e ai cinque cugini.
Entra a far parte del mondo dello spettacolo quando era solo un neonato in quanto sua mamma inviò una sua foto per i casting della pubblicità del latte in polvere della Mellin e venne scelto per la sua bellezza. Nonostante i vari e gravi problemi di salute, decide sin da ragazzino di costruirsi un futuro in questo mondo e inizia con il scrivere poesie e impiegando le sue forze nel teatro.
Quando aveva solo 15 anni esordisce nel teatro parrocchiale del paese e nel mentre studia per diventare un geometra. Considerata la sua timidezza, mai si sarebbe aspettato di riuscire a recitare su un palcoscenico con tanto di pubblico. Invece, grazie al suo primo spettacolo in cui non vedeva la platea, capisce che è proprio quella la sua strada. Da quel momento la sua carriera è storia.
La malattia e come è morto Massimo Troisi
Sin dalla tenerissima età, Massimo Troisi era affetto da una brutta malattia che prende il nome di febbre reumatica. Il problema gli causò una degenerazione della valvola mitrale che lo condusse anche ad Houston, negli Stati Uniti, per sottoporsi ad una delicatissima operazione al cuore. Il seguito fu devastante per un ragazzino della sua età in quanto la degenza sarà molto lunga.
Tuttavia, per il suo problema al cuore non ci fu mai una soluzione conclusiva ed efficace. Quando era impegnato nella scrittura de Il Postino, le sue condizioni peggiorarono anche a causa di un nuovo intervento al cuore, sempre in America, durante il quale ebbe un infarto.
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I medici, in quel tempo, gli consigliarono un trapianto, ma l’attore napoletano non ne volle sapere poiché voleva rientrare in Italia per girare il suo film e lo voleva fare con il suo cuore (parole sue). Come poteva immaginare le condizioni non fecero che peggiorare, tanto che dovette delegare le scene più difficoltose a delle controfigure.
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Il suo grande sogno era quello di riuscire a girare la sua opera e ci riuscì. Tuttavia, solamente 12 ore dopo l’ultimo ciack si è spento a soli 41 anni a causa di un infarto. Era il 4 di giugno del 1994 e si trovava a casa della sorella ad Olbia.
