Cinquant’anni dalla Strage di Piazza Fontana: ecco cosa accadde il 12 dicembre 1969

Foto Rai.it

Ricorrono oggi i 50 anni dalla strage di Piazza Fontana, il grave attentato terroristico compiuto nel centro di Milano alla Banca Nazionale dell’Agricoltura.

L’attentato causó 17 morte e 88 feriti ed é considerato «la madre di tutte le stragi».

Cinquant’anni dalla Strage di Piazza Fontana: ecco cosa accadde il 12 dicembre 1969

Il 12 dicembre 1969 la sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana, a Milano, era piena di clienti venuti soprattutto dalla provincia. Alle 16:30, mentre gli altri istituti di credito chiudevano, all’interno della filiale c’erano ancora molte persone.

Tramonti: sabato 27 febbraio “Giornata del dono del Sangue” a Pietre

Sabato 27 febbraio, dalle 8.00 alle 10.30, a Tramonti alla Tendostruttura in località Pietre è stata organizzata dall'Avis e dal Comune di Tramonti una...

L’esplosione avvenne alle 16:37, quando nel grande salone dal tetto a cupola scoppiò un ordigno contenente 7 chili di tritolo.

L’esplosione uccise e 17 persone delle quali 13 sul colpo, e ferendone altre 87; la diciassettesima vittima morì un anno dopo per problemi di salute legati all’esplosione.

Una seconda bomba fu rinvenuta inesplosa nella sede milanese della Banca Commerciale Italiana, in piazza della Scala. Una terza bomba esplose a Roma alle 16:55 nel passaggio sotterraneo che collegava l’entrata di via Veneto della Banca Nazionale del Lavoro con quella di via di San Basilio.

Altre due bombe esplosero a Roma tra le 17:20 e le 17:30, una davanti all’Altare della Patria e l’altra all’ingresso del Museo centrale del Risorgimento, in piazza Venezia. I feriti a Roma furono in tutto 16.

La strage della Banca dell’Agricoltura diede avvio al periodo stragista della “strategia della tensione”, che vide realizzare numerosi attentati.

Tra questi la strage di piazza della Loggia del 28 maggio 1974 (8 morti), la strage del treno Italicus del 4 agosto 1974 (12 morti) e la più sanguinosa strage di Bologna del 2 agosto 1980 (85 morti).

La vicenda è oggetto di controverse interpretazioni; una delle ipotesi sostiene che, una volta abbandonata la pista anarchica, il sospetto che gli attentati fossero opera dei neofascisti.

Nel 2005 la Cassazione ha affermato che la strage fu realizzata dalla cellula eversiva di Ordine Nuovo capitanata da Franco Freda e Giovanni Ventura, non più processabili in quanto assolti con sentenza definitiva nel 1987.