In Cilento nasce l'”Ateneo del Vino Narrato”: è il primo in Europa

E’ nato in Cilento, nel borgo di Vatolla, già conosciuto per la sua cipolla, il primo “Ateneo del Vino Narrato”. L’idea è del direttore della Fondazione “Giambattista Vico” Claudio Aprea che, con quest’iniziativa, vuole lanciare nuove sfide per lo sviluppo del territorio in chiave culturale.

L’Ateneo, primo in Europa, è collocato nella nuova ala di Palazzo De Vargas, nello stesso stabile che accoglie il museo vichiano. L’Ateneo non sarà solo un luogo per degustare il prodotto ultimato ma un luogo dove confrontarsi con produttori provenienti non solo dalla zona cilentana ma anche da lontano.

Le porte dell’Ateneo saranno aperte dal contadino al trasformatore, dalle aziende al distributore, agli appassionati, agli addetti ai lavori, agli studiosi e agli estimatori del vino.

I corsi, i laboratori, le degustazioni, gli incontri e le narrazioni continueranno per tutta l’estate e, con l’arrivo dell’autunno, continueranno anche nelle scuole. Le degustazioni e le narrazioni saranno accompagnati dal  duo cilentano Carmen Amoroso e Mico Argirò, che metteranno in scena un momento musicale incentrato sulla cultura del vino e sulla terra, a partire dalle villanelle e testi inediti.

“L’Ateneo del Vino Narrato è una scommessa che vinceremo – sostiene il presidente della Fondazione Vincenzo Pepe – sarà il primo esempio in Europa di un progetto di tal genere e noi lo coltiveremo affinché possa affermarsi non soltanto a livello territoriale, tant’è che a breve sarà aperta una sede anche a Roma. Dal Cilento partiranno varie attività che approderanno poi in altre località idonee. L’Ateneo – conclude – avrà anche il riconoscimento del Governo attraverso il dicastero dell’ambiente ed è probabile che in futuro avremo come ospite proprio un esponente governativo”.

 “Il territorio vissuto non come concetto astratto, spogliato del suo significato semantico – spiega Claudio Aprea, ora anche assessore alla Cultura, Innovazione e Progettazione Europea a Capaccio-Paestum – ma come insieme di valori e connotazioni storico-antropologiche attraverso le quali ‘ri-proporsi’ alla prossimità e alla globalità. Restituire il ‘narrato’ al vino, elemento simbolo del “prodotto-territorio”, sarà una tappa fondamentale nella costruzione di un Cilento “resiliente” nei fatti e capace d’invertire, come sempre è stato nella storia, le pessimistiche previsioni di una futura desertificazione sociale, culturale ed economica”.