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“Il peso della memoria”: domani Chinnici e Barbano in dialogo a Positano

“Il peso della memoria”: questo il fil rouge del prossimo incontro della rassegna “Positano Mare, Sole e Cultura”, prevista in programma per domani, a partire dalle 21, sulla terrazza dell’Hotel Le Agavi di Positano, che vedrà come ospiti Giovanni Chinnici, autore del libro Trecento Giorni di Sole, e di Alessandro Barbano, noto giornalista, già direttore de Il Mattino e oggi condirettore de Il Corriere dello Sport.

La rassegna culturale, apertasi sabato scorso alla presenza del Ministro per la Cultura Gennaro Sangiuliano, si pone l’obiettivo di potenziare l’offerta culturale di Positano, nel pieno della stagione turistica dell’overtourism per eccellenza.

Non solo apprezzamento della letteratura tout-court da parte degli appassionati, ma anche una serie di occasioni per riflettere su fenomeni sociali che hanno segnato la storia del nostro paese: non a caso, infatti, il libro che sarà oggetto di dibattito nel corso dell’incontro di domani sera è dedicato alla figura del giudice siciliano Rocco Chinnici, maestro di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, vittima della prima autobomba della mafia, esplosa il 29 luglio del 1983, esattamente quarant’anni fa.

Chinnici e Barbano riannoderanno, insieme, il filo della propria esistenza e di una parte fondamentale della storia del nostro Paese, quella che unì gli anni di piombo a quelli delle stragi di mafia del ’92-’93.

L’autore compie questo excursus storico mettendo in luce le gioie e i timori di un giudice consapevole del proprio tragico destino, ma deciso a spendersi fino all’ultimo. Lo fa rievocando momenti di vita personale – dalle estati spensierate a San Ciro alle ore trascorse in tribunale osservando suo papà lavorare – e attraverso i momenti più delicati e significativi della carriera del padre, dalle indagini sul rapporto tra mafia e poteri economico-politici agli omicidi di Piersanti Mattarella e Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Sullo sfondo, una Palermo dapprima felice, poi tormentata dalla Seconda guerra di mafia e addolorata per le morti dei ragazzi a causa dell’eroina, attraversata da una profonda trasformazione urbanistica e sociale, ma sempre sovrastata da un cielo azzurrissimo e illuminata da una luce accecante.

Andrea Bignardi

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