La storia di Francesca Settimi e Lucia Ravera è una di quelle che lasciano senza parole e al contempo restituiscono una forza fuori dal comune.
Francesca Settimi è una forza della natura, una donna con un’energia che lascia senza fiato. Originaria della sponda piemontese del Lago Maggiore, Francesca ha un’incredibile abilità di muoversi, di cambiare ambiente, di passare da una discussione all’altra, da un paese all’altro, con un’agilità e una velocità sorprendenti.
Francesca Settimi e Lucia Ravera si sono incontrate durante un evento nel Monferrato, dove Francesca stava presentando il loro libro comune, “Io, Guenda e il gene matto”. Lucia, un’amica scrittrice, racconta la storia di Francesca con la delicatezza di una sorella, con parole di protezione e amore. “Guenda” è il nome che le due amiche si danno l’una con l’altra, un segno del loro legame intenso.
Il percorso di Francesca è segnato da una scoperta sconvolgente: un carcinoma mammario causato da una rara mutazione di un gene chiamato CDH1. Questo “gene matto”, come lo chiama Francesca, causa tumori in modo imprevedibile, manifestandosi come cancro infiltrante e tumore lobulare del seno. Nel corso degli anni, Francesca ha dovuto sottoporsi a 25 interventi chirurgici, una lotta continua contro la malattia che l’ha portata a prendere decisioni drastiche come l’asportazione dello stomaco prima ancora che i medici individuassero un tumore lì.
Nonostante la malattia, Francesca non si è mai arresa. Dopo aver dovuto rinunciare alla sua carriera di architetto, ha trovato rifugio e passione nella cucina. Ha frequentato la prestigiosa scuola di cucina Le Cordon Bleu a Parigi per tre anni, diventando chef patissier. Nel 2013 ha fondato la scuola “Cook on the Lakes” nella sua città natale, Colazza, sul Lago Maggiore.
Il libro che Francesca ha scritto insieme a Lucia Ravera, “Io, Guenda e il gene matto”, è molto più di un racconto sulla malattia. E’ un’esplorazione dell’amore per la relazione, della necessità della fragilità, del concetto di cura come “mettersi all’ascolto dell’altro”. Francesca mette in primo piano il piacere della scoperta culinaria, la combinazione dei sapori e l’esperienza condivisa della cucina, nonostante non abbia più lo stomaco.
Francesca Settimi continua a vivere con passione, rimanendo costantemente curiosa e aperta alle sorprese della vita. La sua storia è un promemoria potente che la resilienza è possibile, e che la vita può essere piena di scoperte e gioia anche di fronte a sfide enormi. Continua a insegnare e a cucinare, a raccontare la sua storia e a condividere la sua passione per il cibo, trasformando una lotta personale in un insegnamento di vita per tutti.
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