La storia della controversia legale tra Eduardo Scarpetta e Gabriele D’Annunzio è parte della storia del nostro paese. Scopriamo cos’è successo nella realtà.
La controversia tra Eduardo Scarpetta e Gabriele D’Annunzio ebbe inizio nel 1904, quando Scarpetta, allora a Roma, decise di realizzare una parodia della tragedia pastorale di D’Annunzio, “La Figlia di Jorio”. Come riportato nel libro “E’ il teatro, bellezza!” di Giuseppina Scognamiglio e Massimiliano Mottola, Scarpetta era ossessionato dall’idea di portare in scena la sua versione dell’opera di D’Annunzio.
Per ottenere il permesso di rappresentare la sua parodia, Scarpetta si recò personalmente da D’Annunzio. Durante l’incontro, il celebre poeta lesse il copione di Scarpetta e, secondo quanto riportato da Scarpetta nella sua autobiografia, acconsentì verbalmente alla messa in scena della parodia.
Nonostante l’apparente assenso di D’Annunzio, quando furono annunciate le date del debutto della parodia, il poeta e molti dei suoi compagni iniziarono a inviare numerose lettere di protesta alla prefettura di Napoli. Nonostante le proteste, il prefetto non proibì la messa in scena dell’opera, che tuttavia fu sabotata da un pubblico ostile, istruito a fischiare dalla fazione di D’Annunzio.
Poco dopo, D’Annunzio presentò una querela formale per plagio contro Scarpetta, accusandolo di aver contraffatto, e non parodiato, la sua tragedia pastorale.
La disputa si trasformò in una lunga e aspra battaglia legale, che si concluse nel 1908 in un’aula del tribunale penale di Napoli. La sentenza, tuttavia, fu a favore di Scarpetta: la sua versione de “La Figlia di Jorio” fu ufficialmente riconosciuta come una parodia, e non un plagio come sosteneva D’Annunzio.
Nonostante la vittoria legale, Scarpetta ne uscì profondamente segnato. Era estenuato dalla lunga causa legale e mortificato dall’umiliazione che gli era stata inflitta dagli oppositori schierati con D’Annunzio.
Nonostante la vittoria in tribunale, la disputa con D’Annunzio ebbe ripercussioni significative sulla carriera e sulla vita di Eduardo Scarpetta. L’esperienza del processo influenzò profondamente la vita e la carriera di Scarpetta. L’umiliazione pubblica e la pressione del processo lo portarono a decidere di ritirarsi dalle scene. Il fatto che una vittoria in tribunale potesse causare tanta angoscia personale è una testimonianza del peso emotivo della controversia.
Sebbene Eduardo Scarpetta abbia vinto la causa legale contro Gabriele D’Annunzio, le conseguenze personali e professionali della disputa furono devastanti per il celebre attore e commediografo. Poco tempo, infatti, il genio partenopeo si ritirò dalle scene.
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