Chi erano Luigi e Aurelio Luciani i fratelli innocenti uccisi dalla Mafia: età e storia vera

Foto: Ilgiornale

Luigi e Aurelio Luciano vennero uccisi a San Marco in Lamis, in provincia di Foggia, da un commando che doveva ammazzare il boss Mario Luciano Romito.

I due, rispettivamente 47 e 43 anni, si sono trovati nel bel mezzo di un regolamento di conti e che per uno scambio di persone persero la vita.

L’obiettivo del commando mafioso doveva essere Mario Romito, il boss manfredoniano che alcune carte di un processo avevano svelato essere diventato nel frattempo un collaboratore della polizia.

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I killer, secondo alcune ricostruzioni, li hanno trovati per strada hanno pensato che Luigi e Aurelio si trovassero lì per scortare il loro obiettivo. E se Mario Romito moriva, di certo non potevano restare in vita testimoni potenzialmente scomodi.

Questo devono aver pensato gli assassini della società foggiana, guidati – secondo gli inquirenti – dal basista Giovanni Caterino, ora imputato in un processo che non manca di riservare colpi di scena.

I due fratelli, intuite le intenzioni del commando, tentarono di accelerare con il loro Fiorino bianco. Per Luigi non c’è stato niente da fare: morto nell’abitacolo per i colpi esplosi dai killer. L’agonia di Aurelio è stata più lunga: in fuga dal Fiorino, ha cercato la salvezza nei campi. Inseguito e acciuffato, per lui non c’è stato scampo.

Le loro mogli, Arcangela e Marianna, hanno deciso di impegnarsi nell’antimafia sociale: “Dobbiamo cercare la giustizia tra la gente, non solo nelle aule dei tribunali. Ai mafiosi manca la voglia di vivere, noi racconteremo quella che avevano i nostri mariti”