Salvatore Cancemi, nato a Palermo il 19 marzo 1942, è noto per il suo ruolo nel crimine organizzato italiano come membro di Cosa Nostra.
Inizi nel crimine organizzato
Cancemi è stato iniziato nella cosca mafiosa di Porta Nuova da Vittorio Mangano nel 1976, all’età di 34 anni, dopo aver commesso un omicidio su richiesta di quest’ultimo come prova della sua fedeltà. A differenza di molti membri della mafia, Cancemi non proveniva da una famiglia con tradizioni mafiose; suo padre era il proprietario di una macelleria prospera.
Nel 1976, Cancemi fu incarcerato per aver rubato un carico di carne a un macellaio che si era rifiutato di pagare il pizzo. Dopo essere stato liberato tre anni dopo, è stato preso sotto l’ala di membri di alto rango della famiglia di Porta Nuova, tra cui Tommaso Buscetta, Gerlando Alberti e Francesco Scrima.
Ascensione alla leadership
Tra il 1981 e il 1982, Cancemi è stato promosso a capodecina, ovvero leader di un gruppo di piciotti della famiglia di Porta Nuova, da Pippo Calò. Questa promozione è avvenuta in seguito al suo crescente coinvolgimento in omicidi e attività criminali. Il 30 marzo 1985, l’arresto di Calò ha catapultato Cancemi a un ruolo di leadership più prominente, poiché ha assunto la guida di diverse famiglie, tra cui quella di Palermo centro e Borgo Vecchio.
Coinvolgimento in omicidi di alto profilo
Cancemi è stato coinvolto negli omicidi dei magistrati antimafia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nel 1992. Ha anche partecipato alla pianificazione e all’esecuzione delle bombe che hanno causato la morte di Falcone, sua moglie e tre uomini della sua scorta sull’Autostrada A29.
Pentimento e collaborazione con la giustizia
Dopo l’arresto di Riina nel 1993, Cancemi ha deciso di consegnarsi alle autorità e ha iniziato a collaborare con la giustizia. Nonostante il sospetto iniziale di un doppio gioco da parte dei magistrati, Cancemi ha continuato a fornire informazioni preziose, compresi i dettagli sull’organizzazione delle stragi del ’92 e ’93, sulla trattativa Stato-mafia e sui presunti rapporti dell’organizzazione con Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi.
Morte e eredità
Cancemi è morto il 14 gennaio 2011 per un ictus, a due mesi dal suo 69º compleanno. La notizia è stata diffusa solo due settimane dopo, il 27 gennaio

