Patrizio Peci è stato uno dei più brigatisti più accaniti delle Brigate Rosse. Lo conosciamo anche per essere stato il primo vero e proprio pentito ufficiale.
A causa della sua collaborazione con la giustizia, il fratello Roberto ha perso la vita. Ma facciamo un passo alla volta.
Patrizio Peci è stato un brigatista delle Brigate Rosse e dopo il suo arresto ha deciso di passare dalla parte dei buoni. Diviene così il primo pentito ufficiale e collaboratore di giustizia. Inizia a militare per i brigatisti di Milano, ma successivamente entra a far parte del gruppo di Mara Cagol diventato uno dei principali dirigenti.
Secondo le ricostruzioni, Patrizio viene riconosciuto da due carabinieri e viene arrestato. Una volta in carcere, grazie al direttore, accetta di incontrare il direttore che gli presenterà il generale Dalla Chiesa. A quel punto Peci passa dalla parte dei buoni e comincia a fornire tutta una serie di informazioni che consentiranno alle forze dell’ordine di individuare il covo di brigatisti a Genova.
I membri della Brigate Rosse sono sempre state convinte che dietro all’arresto di Patrizio ci fosse suo fratello Roberto, tanto che i membri della BR lo sequestrano e lo uccidono. Ma chi era nella realtà Roberto Peci?
Roberto Peci è il fratello più piccolo di Patrizio Peci, uno dei brigatisti delle Brigate Rosse e maggiore esponente dell’organizzazione. Quando Patrizio venne arrestato perché riconosciuto per caso da due carabinieri, i membri delle BR sono fermamente convinti che dietro a questo arresto ci sia stato Roberto.
Quando Patrizio si trovava in carcere aveva cominciato a collaborare e fu il primo vero e proprio pentito. Le Brigate Rosse hanno sempre ritenuto che il responsabile fosse stato Roberto che venne sequestrato il 10 di giugno del 1981 a San Benedetto del Tronto. Patrizio, nel suo memoriale, lo aveva descritto come un ragazzo brillante con un futuro davanti a sé come calciatore.
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Purtroppo, a causa delle ripercussioni dovute al fratello, la carriera da sportivo di Francesco venne interrotta all’improvviso. Dopo il suo rapimento, Peci viene accusato di delazione e tradimento. Durante il sequestro, Francesco viene sottoposto a lunghi interrogatori e il principale è stato filmato e inviato alla stampa.
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I brigatisti chiesero alla televisione di mandarlo in onda, ma non fu mai soddisfatta la richiesta perché non poteva essere esaudibile legalmente, materialmente e istituzionalmente.
Arriviamo al 3 agosto del 1981, quando Roberto Peci viene assassinato con 11 colpi di arma da fuoco, di mitra esattamente e fu Giovanni Sanzani a filmare l’esecuzione.
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