Google ha dedicato il Doodle di oggi 17 luglio a Quino, personaggio amatissimo e che nel suo campo ha fatto letteralmente la storia.
Chi era Quino
Quino, pseudonimo di Joaquín Salvador Lavado Tejón, nacque a Mendoza, il 17 luglio del 1932.
Cercò di seguire la sua grande passione per i fumetti frequentando la Scuola di Belle Arti di Mendoza nel 1945 che abbandonò due anni dopo.
Riuscì a vedere pubblicato il suo primo fumetti di pubblicità in un negozio di tessuti nel 1946. Nel 1951 si traferì a Buenos Aires con il desiderio di trovare lavoro come fumettista.
Tentativo fallito che lo costrinse a tornare a casa, salvo ritornare nella capitale argentina nel 1954. In questa circostanza le cose andarono in maniera diversa. Riuscì a trovare lavoro sulla pagina fumettistica di Esto es.
Questo fu l’inizio di una carriera strepitosa che, come detto, ha fatto la storia. Grazie al successo ottenuto dalle sue opere, nel 1962 riuscì a mettere in piedi la sua prima mostra.
L’anno seguente, però, è quello della svolta definitiva prende forma Mafalda. Nata come una piccola grande bambina che serviva per pubblicizzare elettrodomestici, divenne una vera e propria icona.
Nel 1965 le storie di Mafalda passarono sul quotidiano El Mundo, uno dei più venduti e più letti. Nel frattempo Quino pubblico due libri sul suo personaggio più amato tanto da arrivare e riscuotere successo anche in Italia.
Si occupò del personaggio del fumettista argentino anche Umberto Eco che scrisse un intero volume.
Dopo la fine degli episodi legati a Mafalda Quino entrò in crisi e si traferì in Italia, per la precisione a Milano, dove continuò a lavorare per pagina di umorismo e satira. Nel 1977 gli venne assegnato il premio Dattero d’Oro al Salone Internazionale dell’Umorismo di Bordighera e nel 1978 la Palma d’Oro.
Negli anni successivi ha viaggiato e vissuto tra Buenos Aires, Madrid e Parigi. Nell’agosto 2010 il ministro della Cultura e Comunicazione francese Frédéric Mitterrand lo nomina Cavaliere dell’Ordine delle arti e delle lettere. Morì il 30 settembre del 2020 a 88 anni a causa di un ictus.
